Prevenzione cardiovascolare nei luoghi di lavoro: la ASL di Bari in prima linea

Uno screening innovativo per stimare il rischio di infarto e ictus nei lavoratori: già coinvolti quasi 600 dipendenti di aziende del barese. Il progetto proseguirà nel 2025 con un focus sulle piccole e medie imprese

Una semplice goccia di sangue prelevata dal dito, unita all’analisi di alcuni parametri come colesterolo, glicemia, età, sesso e abitudini di vita, permette di stimare il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, come infarto o ictus, nei successivi dieci anni. Su questa base è possibile adottare strategie di prevenzione o avviare terapie mirate.

Sono già 581 i lavoratori di una decina di aziende dell’area metropolitana di Bari e del nord barese che hanno partecipato a questo innovativo programma di screening, promosso dal Dipartimento di Prevenzione della ASL di Bari attraverso i Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPESAL).

L’importanza della prevenzione sul posto di lavoro

«Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte e dipendono spesso da stili di vita non salutari, come il consumo eccessivo di alcol, il fumo o una cattiva alimentazione» ha spiegato Fulvio Longo, direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Bari. «Abbiamo deciso di intervenire direttamente nei luoghi di lavoro, sottoponendo i lavoratori a una serie di test per identificare i principali fattori di rischio e strutturare interventi mirati. Sulla base dei risultati ottenuti, i dipendenti con un rischio elevato vengono indirizzati ai medici competenti o ai medici di famiglia per un’adeguata presa in carico».

Il progetto si ispira al “Progetto Cuore” dell’Istituto Superiore di Sanità e coinvolge lavoratori di entrambi i sessi, di età compresa tra i 40 e i 69 anni, senza precedenti episodi cardiovascolari. Attraverso il rilevamento di parametri chiave – come pressione arteriosa, colesterolemia, presenza di diabete e abitudine al fumo – è possibile determinare la probabilità di sviluppare un evento cardiovascolare maggiore nei successivi dieci anni. Sulla base di questa valutazione, i partecipanti vengono suddivisi in categorie di rischio (basso, medio, alto) e ricevono specifiche raccomandazioni per la prevenzione.

Un approccio multidisciplinare per la salute dei lavoratori

Oltre alla valutazione individuale, per ogni azienda coinvolta sono state redatte relazioni conclusive contenenti dati collettivi anonimi e fasce di rischio cardiovascolare. Inoltre, sono stati distribuiti opuscoli informativi sulla prevenzione e proposti interventi di counseling nutrizionale, con il supporto del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN). Nei casi di rischio elevato, i lavoratori hanno avuto la possibilità di accedere a percorsi personalizzati di prevenzione nutrizionale presso gli ambulatori SIAN di Altamura e Molfetta.

Il progetto proseguirà nel 2025 e sarà rivolto, in particolare, ai lavoratori del settore delle piccole e medie imprese, in linea con lo spirito di equità che guida il Piano Regionale della Prevenzione 2021-2025. L’obiettivo è rafforzare la cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro, contribuendo a ridurre il rischio cardiovascolare attraverso interventi mirati e personalizzati, per una popolazione lavorativa più sana e consapevole.

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