Andrea Pinto del Partito Socialista Italiano interviene nel dibattito sulla gestione dei costi del servizio rifiuti e contesta la ricostruzione dell’ex maggioranza: «Nel bilancio di previsione 2026 non fu prevista una destinazione significativa dell’imposta di soggiorno alla riduzione della TARI»
A Ostuni si riaccende il confronto politico sulla TARI e sull’utilizzo del gettito dell’imposta di soggiorno per contenere il costo del servizio di gestione dei rifiuti. A intervenire è Andrea Pinto del Partito Socialista Italiano (PSI), che replica alle recenti ricostruzioni dell’ex Amministrazione comunale e punta l’attenzione sulle scelte compiute in sede di approvazione del bilancio di previsione 2026.
«Ancora una volta assistiamo al consueto tentativo dell’ex Amministrazione di riscrivere la realtà, tentando invano di scaricare su altri responsabilità che appartengono innanzitutto alle proprie scelte amministrative», afferma Pinto.
Il nodo dell’imposta di soggiorno
Al centro della replica c’è la tesi secondo cui l’aumento della TARI avrebbe potuto essere evitato attraverso un maggiore utilizzo delle risorse provenienti dall’imposta di soggiorno.
Una ricostruzione che Pinto contesta, richiamando quanto previsto nel bilancio comunale.
«In sede di approvazione del bilancio di previsione 2026, l’Amministrazione non ha previsto, diciamo meglio: non ha inteso prevedere, di destinare in maniera significativa il gettito dell’imposta di soggiorno alla riduzione del costo del servizio rifiuti, come invece era avvenuto negli anni precedenti».
Secondo l’esponente socialista, la questione avrebbe dovuto essere affrontata già nella fase di programmazione finanziaria, soprattutto considerando le caratteristiche turistiche della Città Bianca.
Nei mesi estivi, infatti, l’aumento considerevole delle presenze determina inevitabilmente una crescita della produzione dei rifiuti e una maggiore pressione sui servizi comunali.
«Se davvero quella era la loro priorità, perché non inserirla sin dagli albori, in sede di approvazione del bilancio?», domanda Pinto.
«La questione fu posta già a febbraio»
Pinto ricostruisce anche il confronto avvenuto nei primi mesi dell’anno, sostenendo di aver sollevato personalmente la questione già a febbraio con l’assessore competente.
«La risposta fu chiara ed inequivocabile: in quel momento non era previsto stanziamento alcuno», sostiene.
Secondo Pinto, soltanto in un momento successivo sarebbe stata prospettata una possibile variazione di bilancio attraverso la quale destinare al cosiddetto “cuneo-TARI” una quota dell’imposta di soggiorno, quantificata dagli stessi amministratori intorno al 20% del gettito complessivo.
Da qui la contestazione rispetto alla ricostruzione secondo cui sarebbe già stato previsto circa un milione di euro per contenere il costo della tariffa.
«Altro che milione di euro già destinato. All’epoca non esisteva alcuna scelta formalizzata in tal senso, ma soltanto un’ipotesi futura, subordinata ad una successiva variazione di bilancio e, per di più, con percentuali ben lontane da quelle oggi sbandierate».
«Le intenzioni non possono essere confuse con le decisioni»
Per l’esponente del PSI il punto centrale della vicenda è la distinzione tra le intenzioni politiche e quanto effettivamente formalizzato attraverso gli atti amministrativi.
«Sorprende, o forse no, leggere oggi ricostruzioni che descrivono come già definito un percorso che, nei fatti, non era stato tradotto negli atti fondamentali di programmazione finanziaria dell’Ente. Le intenzioni, per quanto legittime, non possono essere confuse con le decisioni amministrative».
Il ragionamento viene esteso anche al recupero dell’evasione TARI e alla riclassificazione delle utenze. Pinto riconosce la necessità di queste attività, ma sottolinea come si tratti di processi complessi i cui risultati non possono essere considerati immediati.
«Sono attività doverose che ogni Amministrazione dovrebbe perseguire con continuità e che non possono essere presentate come strumenti immediatamente disponibili per evitare un aumento tariffario già nell’anno in corso».
La critica politica all’ex maggioranza
La replica assume quindi un carattere più strettamente politico. Pinto contesta alla precedente Amministrazione di non aver attribuito carattere prioritario, al momento dell’approvazione del bilancio, all’impiego dell’imposta di soggiorno per contenere la TARI.
«È singolare che chi oggi accusa altri di aver aumentato la pressione sui cittadini dimentichi che è stata proprio la propria Amministrazione, al momento dell’approvazione del bilancio, a scegliere di non destinare prioritariamente il gettito dell’imposta di soggiorno al contenimento della TARI, preferendo altre voci di spesa».
Secondo Pinto, anche dopo la conclusione dell’esperienza amministrativa l’ex maggioranza continuerebbe a rappresentare le vicende cittadine attribuendo le responsabilità delle criticità ad altri soggetti.
«È questa la più classica politica fondata sullo scarico delle responsabilità: si rivendicano risultati sulla base di intenzioni mai compiutamente tradotte negli atti amministrativi, si attribuiscono ad altri soggetti le conseguenze di decisioni che, invece, affondano le proprie radici nelle scelte compiute quando si era pienamente alla guida della città».
Pinto: «Sono gli atti a raccontare la storia»
La conclusione dell’intervento torna quindi sugli atti amministrativi, indicati dall’esponente socialista come il parametro attraverso il quale valutare le effettive responsabilità politiche.
«La credibilità di un’Amministrazione non si misura dalle dichiarazioni rese dopo la fine del mandato, ma dagli atti approvati quando si aveva il dovere e la possibilità di decidere. Ed è proprio quegli atti che oggi raccontano una storia diversa da quella che si tenta di rappresentare», conclude Andrea Pinto.
Non perdere le notizie più importanti dalla Puglia
Entra nel canale WhatsApp di In Puglia 24 e ricevi gli aggiornamenti in tempo reale:
https://whatsapp.com/channel/0029VaaeTcuEQIasCDxHVR2I?utm_source=chatgpt.com








