La gestione commissariale accoglie la proposta di destinare una quota delle entrate turistiche al contenimento dei costi del servizio rifiuti. Il PSI: «Una misura a tutela dei cittadini ostunesi»
A Ostuni, una quota delle entrate derivanti dalla tassa di soggiorno sarà utilizzata per contenere gli aumenti dei costi di smaltimento dei rifiuti e ridurne l’impatto sulla Tari. La gestione commissariale ha infatti accolto la proposta avanzata dal Partito Socialista, prevedendo l’inserimento nel Piano economico finanziario delle risorse necessarie.
Il PSI, per bocca di Giuseppe Tanzarella, sostiene che la decisione va nella direzione della tutela dei residenti, chiamati troppo spesso a sostenere le conseguenze economiche del maggiore carico sui servizi pubblici determinato dall’afflusso turistico.
La proposta accolta dalla gestione commissariale
Il Partito Socialista aveva chiesto di utilizzare una parte del gettito dell’imposta di soggiorno per calmierare l’aumento dei costi legati alla gestione dei rifiuti urbani.
«La gestione commissariale ha accolto l’invito che, come Partito Socialista, le avevamo rivolto: utilizzare una quota delle entrate della tassa di soggiorno per contenere gli aumenti dei costi di smaltimento dei rifiuti, inserendo nel PEF le risorse necessarie», si legge nella nota.
L’auspicio espresso è che la somma stanziata sia sufficiente a neutralizzare completamente gli aumenti, evitando ulteriori aggravi per famiglie e attività economiche.
Il peso del turismo sui servizi cittadini
La posizione dei socialisti parte dalla considerazione che l’aumento delle presenze turistiche comporti un maggiore utilizzo dei servizi pubblici, compreso quello di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Per il PSI, utilizzare una parte della tassa di soggiorno per coprire tali costi significa distribuire in maniera più equa il peso economico prodotto dai flussi turistici, senza scaricarlo esclusivamente sui residenti attraverso la Tari.
Le risorse utilizzate nel 2024 e nel 2025
Il Partito Socialista ricorda di aver già adottato questa impostazione negli anni precedenti, grazie alla collaborazione tra gli assessorati all’Ambiente e al Bilancio.
Nel 2024 sarebbero stati destinati al contenimento dei costi del servizio di igiene urbana circa 650mila euro, mentre nel 2025 la somma avrebbe raggiunto quasi un milione di euro.
La misura sarebbe stata resa possibile da una norma introdotta nel 2024, che ha consentito un utilizzo più ampio delle entrate derivanti dall’imposta di soggiorno.
«Una scelta politica che ha evitato aumenti»
Il PSI rivendica il risultato raggiunto negli anni precedenti, sottolineando come la scelta abbia consentito a Ostuni di non aumentare la Tari.
«Posso con orgoglio rivendicare una scelta politica che, pur contrastata da alcune forze dell’allora maggioranza, ha collocato Ostuni tra i Comuni pugliesi virtuosi che non hanno aumentato di un euro la Tari per i cittadini», conclude la nota.
La decisione della gestione commissariale viene quindi interpretata come una conferma della validità di una linea politica già sperimentata e fondata sull’utilizzo delle entrate turistiche per sostenere i costi aggiuntivi affrontati dalla città.
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