Il presidente Pierpaolo Volpe accoglie con favore il nuovo CCNL del comparto Sanità ma chiede pari dignità economica e contrattuale per gli infermieri del settore privato: «Basta professionisti di serie A e di serie B»
Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Sanità Pubblica rappresenta un passo importante per la valorizzazione degli infermieri, ma non può essere un punto di arrivo. È la posizione espressa dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) della Provincia di Taranto, che, attraverso il presidente Pierpaolo Volpe, chiede ora di concentrare l’attenzione sul rinnovo dei contratti della sanità privata e delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA).
Secondo l’Ordine, è necessario superare le disparità economiche e normative che continuano a caratterizzare il settore.
«Un risultato importante per il personale sanitario»
L’OPI Taranto accoglie positivamente il rinnovo del contratto del comparto Sanità Pubblica, che prevede, tra le novità, aumenti lordi fino a 240 euro mensili per gli infermieri e maggiori tutele in materia di ferie e riposi.
Per Pierpaolo Volpe, il nuovo contratto assume anche un valore simbolico.
«Si tratta di un risultato significativo anche sotto il profilo storico: è il primo contratto del pubblico impiego che viene rinnovato senza essere già scaduto al momento della sottoscrizione», afferma.
Il presidente dell’Ordine rivolge inoltre un riconoscimento al ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, condividendone il principio secondo cui «chi cura il Paese merita cura».
«Nessuna differenza tra infermieri del pubblico e del privato»
L’attenzione dell’OPI si sposta però subito sul personale impiegato nelle strutture private e nelle RSA.
«Non possono esistere professionisti di serie A e professionisti di serie B», sostiene Volpe.
Secondo il presidente, gli infermieri svolgono le stesse attività, assumono identiche responsabilità professionali e operano secondo i medesimi obblighi deontologici, indipendentemente dal datore di lavoro.
Per questo motivo, ritiene indispensabile superare le differenze contrattuali e retributive che ancora oggi separano il comparto pubblico da quello privato.
«Le RSA sono fondamentali per il Servizio sanitario»
Nel suo intervento, Volpe sottolinea il ruolo strategico svolto dagli infermieri della sanità privata e delle RSA, che ogni giorno assistono anziani, pazienti cronici e persone fragili.
Secondo l’OPI Taranto, il loro contributo è essenziale per alleggerire il carico assistenziale del Servizio sanitario nazionale e garantire la continuità delle cure.
«Senza il loro apporto, l’intero sistema salute del Paese sarebbe ancora più esposto alle criticità che oggi tutti conosciamo», osserva.
Il timore della fuga verso il pubblico
Tra le principali preoccupazioni espresse dall’Ordine vi è il crescente spostamento di infermieri dal settore privato a quello pubblico.
Per Volpe, il nuovo contratto pubblico, pur non colmando ancora il divario con gli stipendi riconosciuti nei principali Paesi europei, rischia di accentuare ulteriormente la distanza rispetto alle condizioni offerte dalla sanità privata.
«Non dobbiamo sorprenderci se sempre più infermieri scelgono di lasciare le strutture private per approdare al settore pubblico, dove trovano condizioni economiche e contrattuali più favorevoli», afferma.
Secondo il presidente, questa dinamica potrebbe indebolire progressivamente il sistema sanitario privato e rendere più difficile garantire la continuità assistenziale.
L’appello al ministro Schillaci
L’OPI Taranto conclude rivolgendo un appello al ministro della Salute Orazio Schillaci, chiedendo di avviare quanto prima il percorso per il rinnovo dei contratti della sanità privata e delle RSA.
«Investire sugli infermieri significa investire sulla salute dei cittadini. Valorizzare tutti gli infermieri, senza distinzioni tra pubblico e privato, significa rafforzare l’intero sistema sanitario italiano. Basta discriminazioni. Chi cura il Paese merita di essere curato ovunque lavori», conclude Volpe.
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