Dalla rassegna “La Piazza – Il bene comune” arriva il forte messaggio di ANCE Nazionale e ANCE Brindisi. La discussione verte sul destino delle micro, piccole e medie imprese del settore delle costruzioni
Una voce forte e chiara, quella lanciata da ANCE Nazionale e ANCE Brindisi durante l’ottava edizione di “La Piazza – Il bene comune”, la rassegna politico-culturale organizzata da Affaritaliani.it. Un incontro che ha trasformato la centrale Piazza del Plebiscito di Ceglie Messapica in un’agorà pubblica tra politica, informazione e imprese.
Il messaggio che arriva dalla “Piazza che fa rumore”, come recitava il titolo dell’edizione 2025, è netto: le piccole e medie imprese (PMI) del settore delle costruzioni rischiano di essere messe ai margini del sistema economico, schiacciate da regole complesse, dinamiche di mercato sbilanciate e scelte normative che favoriscono la concentrazione.
A lanciare l’allarme è stato Luigi Schiavo, vicepresidente ANCE con delega alle opere pubbliche. Schiavo ha puntato il dito contro l’eccessivo ricorso ai lavori in house senza gara, previsti dal nuovo Codice dei Contratti: «Così si alimenta una vera e propria statalizzazione del mercato, dove i concessionari pubblici sostituiscono le imprese private».
Secondo Schiavo, le micro e piccole imprese rischiano di restare senza margini di manovra, relegate al ruolo di subappaltatori dei grandi gruppi, perdendo autonomia e competitività. ANCE chiede con forza un’inversione di rotta: «Serve un mercato aperto, trasparente e concorrenziale, capace di garantire opportunità a tutti e generare quelle opere pubbliche di cui il Paese ha bisogno», ha ribadito il vicepresidente.
Durante l’incontro a dare una prospettiva sulla questione locale è stato Angelo Contessa, presidente di ANCE Brindisi, che ha dipinto un quadro preoccupante ma lucido: «Le piccole imprese hanno letteralmente costruito l’Italia. Ma oggi rischiano di scomparire, soffocate da burocrazia, digitalizzazione imposta e maxi-appalti inaccessibili».
Secondo ANCE, la soluzione non sta in nuovi bonus o incentivi una tantum. Una delle possibili vie d’uscita è quella di imporre regole chiare che promuovano strumenti di aggregazione. Si parla di consorzi stabili e reti di imprese, capaci di dare voce e forza anche alle realtà più piccole.
Con la partecipazione a “La Piazza”, ANCE conferma la volontà di tenere alta l’attenzione sul destino delle imprese, soprattutto le più piccole. La richiesta è che Governo e Parlamento attuino un impegno concreto e coerente. «Senza un mercato vero non c’è futuro per le PMI. E senza le PMI, non c’è futuro per il Paese», è la conclusione che risuona da Ceglie Messapica.








