I lavoratori avrebbero dovuto ricevere la proroga dei contratti da parte della Regione Puglia, almeno per un mese
Nella città di Brindisi, proprio durante la ripresa della campagna vaccinale, scoppia il caos in Sanitaservice, con 46 ausiliari e 18 amministrativi, che protestano da venerdì scorso, davanti alla sede dell’ex ospedale “Di Summa” a causa della scadenza dei loro contratti di lavoro, scaduti proprio il 30 settembre e che, al momento, non sono stati prorogati.
Da qui, la rabbia dei lavoratori che, ritenuti fondamentali durante il periodo della pandemia, per la mansioni di ausiliariato e amministrativo degli Hub Vaccinali, si trovano adesso senza lavoro, nonostante ci fossero stati degli accordi con il direttore generale dell’Asl di Brindisi Flavio Roseto, secondo i quali, avrebbero dovuto ricevere la proroga dei contratti da parte della Regione Puglia, almeno per un mese, il tempo di poter avere delucidazioni in merito alle carenze del personale.
La proroga, invece non è arrivata e l’assessore alla Sanità regionale, Rocco Palese, ha fatto presente con una lettera che non si può procedere alla proroga dei contratti, perché alla guida della Sanitaservice c’è un amministratore unico che può occuparsi solo della gestione ordinaria.
Eppure, lamentano da CGIL, CISL e UIL, «Sanitaservice è una società in house totalmente partecipata dalla Asl e, pertanto, il problema sarebbe facilmente risolvibile».
I sindacati, che «sostengono l’azione di lotta intrapresa dalle categorie di riferimento e invitano la politica ad intervenire per sanare questa situazione scandalosa ristabilendo il diritto al lavoro», parlano di lavoratori «Definiti “eroi”, spremuti come limoni, espulsi dal mercato del lavoro e totalmente mortificati» e considerano questa, «Una ingiustizia dal punto di vista del lavoro e sociale di una gravità inaudita».

Anche la politica è intervenuta sul caso Sanitaservice, con il consigliere regionale del PD Maurizio Bruno, che afferma «Più volte sia il direttore generale dell’Asl che lo stesso amministratore unico hanno chiesto indicazioni alla Regione per sciogliere questo nodo e garantire ai lavoratori operanti nell’Asl di Brindisi lo stesso trattamento dei colleghi delle altre Asl, ma con dispiacere e disappunto dall’ente non è arrivata alcuna risposta».
Prosegue «Occorre invece un’interlocuzione chiara per rispetto non solo verso questi lavoratori abbandonati da tempo in un limbo incomprensibile, ma verso lo stesso servizio che chiaramente verrebbe danneggiato dall’assenza di queste professionalità».
Conclude Bruno «Mi auguro di cuore che la Regione voglia ascoltare il loro appello, quello dei sindacati, dei dipendenti, della società, e fornire risposte chiare, nette e soprattutto la soluzione più attesa».
Dall’opposizione, invece, si è levata la voce di Luigi Caroli, consigliere regionale FdI, che accusa Bruno «Mi chiedo: ma Bruno è un consigliere di maggioranza o di minoranza? E’ un politico di lotta o di governo? O prende solo in giro qualcuno…»
Dichiara Caroli «Gli appelli all’assessore alla Sanità, Rocco Palese, alla Asl di Brindisi e chi più ne ha più ne metta, perché i contratti in scadenza siano rinnovati posso, tuttalpiù, farli io come consigliere regionale di minoranza, nella speranza di smuovere le casse e le coscienze di qualcuno, ma il consigliere Bruno nella sua qualità di consigliere di maggioranza non può limitarsi ad augurarsi di cuore che si trovi la soluzione, lui può far arrivare la sua voce forte e chiara all’indirizzo dell’amico Emiliano, del suo assessore Palese e del suo direttore generale della Asl. Altrimenti si risparmi gli appelli sui social».








