Lecce, ultimo appuntamento per la rassegna Teatri a Sud

La rassegna Teatri a Sud termina con la compagnia Diaghilev in scena alla Distilleria di San Cesario con l’adattamento del romanzo “Pierre e Jean” di Maupassant. In scena, un duello psicologico tra fratelli su avidità e crisi della famiglia borghese

di SARA LIA – A chiudere la stagione autunnale di Teatri a Sud, ideata e proposta da Astràgali Teatro, è la compagnia Diaghilev di Bari. L’ultimo appuntamento vedrà in scena l’adattamento del romanzo “Pierre e Jean”, di Guy de Maupassant, a cura di Massimiliano Palmese e con la regia di Rosario Sparno.

L’evento si terrà giovedì 4 dicembre alle ore 20:30 presso la Distilleria in Via Vittorio Emanuele III, 86, a San Cesario di Lecce. La rassegna è realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione e in collaborazione con il Comune.

La messa in scena del romanzo riprende una drammatica crisi familiare, di cui a farsi interpreti sono Paolo Panaro e Roberto Petruzzelli. La trama intreccia inizialmente le vacanze estive al mare di due fratelli e della madre animate dalla corteggiatissima vedova Rose. Successivamente il racconto si trasformano in un dramma di rivelazioni. Infatti, l’arrivo inatteso di un’eredità suscita prima vaghi dubbi e poi terribili sospetti che smascherano la composta facciata familiare.

In un susseguirsi di vezzose cerimonie, il romantico Pierre scopre con profonda delusione valori opposti a quelli del fratello Jean. Si mostra come la famiglia piccolo-borghese sia schiava del dio denaro e un inferno di sentimenti in cui l’affetto si rovescia in gelosia e l’amore si trasforma in un rancore insanabile, curabile solo con la fuga verso il mare, lontano da tutti.

Una reinterpretazione di Palmese, il quale afferma: «Ho riscritto la storia corale di Pierre e Jean per due soli interpreti, che in scena vestono sia i panni maschili dei fratelli Roland che quelli femminili della madre e della giovane Rose».

Mentre Sparno sottolinea: «In Pierre e Jean ogni parola è un fendente pronunciato per ferire. Ogni sguardo è un colore per conquistare, ogni gesto una nota per attaccare ancora. Perché di questo si tratta: di vincere. Null’altro».

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