Barletta, eseguiti i primi trapianti di cornea con tecnica DMEK: l’occhio resta integro e la vista si recupera in pochi giorni

All’ospedale Dimiccoli dell’Asl Bt, l’Unità Operativa Complessa di Oftalmologia ha introdotto per la prima volta la più avanzata tecnica di trapianto di cornea, riservata ai casi di distrofia di Fuchs e scompenso corneale. Un intervento mini-invasivo che sostituisce solo l’1% del tessuto danneggiato, riduce il rischio di rigetto e accorcia i tempi di guarigione

Una vera e propria rivoluzione chirurgica si è compiuta a Barletta, dove per la prima volta nell’Asl Bt sono stati eseguiti due trapianti di cornea con la tecnica DMEK (Descemet Membrane Endothelial Keratoplasty), il metodo più avanzato e mini-invasivo oggi disponibile per il trattamento delle patologie corneali. Gli interventi, realizzati presso l’ospedale Dimiccoli dall’Unità Operativa Complessa di Oftalmologia diretta dal dott. Vito Montaruli, segnano un traguardo importante non solo per la provincia, ma per l’intera sanità pugliese.

La tecnica DMEK, utilizzata finora in pochi centri italiani, rappresenta una svolta soprattutto per i pazienti affetti da distrofia di Fuchs, una malattia ereditaria piuttosto diffusa che colpisce la cornea intorno ai 40 anni, e per chi soffre di scompenso corneale, una complicanza post-operatoria.

«Fino a dieci anni fa – spiega il dott. Montaruli – si trapiantava l’intera cornea. Oggi, grazie alla DMEK, si sostituisce appena l’1% del tessuto corneale. Questo riduce notevolmente il rischio di rigetto e consente un recupero della vista in tempi brevissimi».

Il tessuto trapiantato misura appena 5-10 micron, uno spessore centinaia di volte più sottile di un millimetro. È una chirurgia altamente complessa che richiede strumentazione all’avanguardia, personale formato e la collaborazione delle migliori banche degli occhi. In questo caso, i tessuti utilizzati provengono dalla Banca degli Occhi di Mestre, riconosciuta tra le più qualificate a livello internazionale.

A evidenziare i benefici della nuova metodica è anche il dott. Alfredo Borgia, dirigente medico e specialista in chirurgia corneale: «Uno dei grandi vantaggi della DMEK è il recupero visivo rapidissimo: in circa 15-20 giorni i pazienti riacquistano una vista quasi normale. Inoltre, grazie alla quantità ridotta di tessuto trapiantato, il rischio di rigetto è minimo e si può limitare l’uso di cortisonici, riducendo così anche eventuali effetti collaterali».

Un ulteriore elemento distintivo è l’aspetto mini-invasivo dell’intervento: l’incisione necessaria misura appena 2.4 mm, non necessita quasi mai di punti di sutura e si richiude spontaneamente. «L’occhio resta pressoché intatto – sottolinea Borgia – tanto che un esaminatore non esperto potrebbe non accorgersi dell’intervento».

Nel 2025, l’Unità di Oftalmologia dell’ospedale Dimiccoli ha già eseguito numerosi trapianti e ne ha altri in programma. Grazie a un investimento mirato da parte della Direzione Generale dell’Asl Bt, che ha scelto di puntare fortemente su questo settore della chirurgia oftalmica, il reparto punta a diventare un polo di riferimento per il Sud Italia.

«Abbiamo le competenze, le attrezzature e la motivazione per diventare un punto di riferimento anche per pazienti di altre regioni – conclude il dott. Montaruli –. Offrire soluzioni innovative e poco invasive significa migliorare concretamente la qualità della vita delle persone. Ed è questo il nostro obiettivo».

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