Taranto, condanne per Fintecna e Telecom per la morte di un operaio

L’uomo nel 2016 ha perso la vita in seguito a un mesotelioma pleurico, causato da più di 20 anni di lavoro esposto all’amianto, oltre che a varie sostanze tossiche di altro genere

di MATTIA URSO – Taranto, Fintecna e clamorosamente Telecom, dovranno risarcire gli eredi di Cosimo Magazzino, operaio che dal 1972 ha lavorato tra le varie società responsabili dell’appalto, e che nel 2016 ha perso la vita in seguito a un mesotelioma pleurico, causato da più di 20 anni di lavoro esposto all’amianto, oltre che a varie sostanze tossiche di altro genere.

La famiglia ha deciso di mantenere il segreto sulla cifra che gli verrà rimborsata. L’avvocato Mario Seggia ha rilasciato delle dichiarazioni: «Si registra così un’altra tragica storia legata all’amianto che, secondo gli studi scientifici più accreditati, continuerà ancora a mietere vittime negli anni a venire, nonostante sia stata resa illegale nell’anno 1992. Con la sentenza, si è potuto appurare che i gravi errori che sono stati commessi in passato per effetto della disattenzione alla salute dei lavoratori, non rimarranno impuniti sotto il profilo risarcitorio, avendo il Tribunale di Taranto, per la prima volta in assoluto, individuato un’altra azienda società, la Telecom Italia SpA, che, pur non avendo alcuna soggettiva responsabilità nella tutela della sicurezza dei lavoratori, è comunque civilmente responsabile dei danni cagionati dalle società che l’hanno preceduta».

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