Ritrovato un organismo che potrebbe essere endemico, squilla celiensis il suo nome, lungo 5 mm, dal corpo trasparente; ben nitido il suo apparato digestivo interno, che lo attraversa
di VITO AMICO – I mesi scorsi prima della stagione secca, che persiste da giorni, quando le piogge erano persistenti, il livello dell’acqua aveva superato le colonne dei pozzi, laterali alla foggia centrale della Foggia Vetere, posizionata a valle rispetto al centro cittadino di Ceglie Messapica.
Mi avvicinai nei pressi dei passatoi intorno alla foggia e notai dei piccoli organismi galleggiare. Mi avvicinai al livello dell’acqua, e con un bicchiere raccolsi quello che sembrava galleggiare. Osservai con attenzione, e oltre a quello che si vedeva ad occhio nudo, c’erano dei corpicini quasi evanescenti. Conoscendo altri esseri viventi presenti in grotta (biospeleologia), pensai che anch’essi potessero avere un’interesse biologico.
Contattai immediatamente degli esperti in materia. Appena ricevute delle conferme a riguardo, ho ritenuto opportuno cristallizzare la scoperta. Se così fosse, infatti attendo ulteriori conferme a riguardo, ma sono cautamente ottimista, il territorio continua a parlare. Quindi non solo fossili di ittioliti da me rinvenuti, cioè fossili, organismi diagenizzati, ma anche fossili viventi, appunto!
La passione per il territorio, l’amore per la speleologia e la vita animale, in grotta (biospeleologia), mi ha fatto immaginare la presenza di organismi acquatici, che probabilmente, dalla falda freatica, attraverso condotti carsici, hanno raggiunto la posizione da me osservata e studiata, la Foggia Vetere.
Lo scorso mese di luglio ho pensato di installare una trappola all’interno di una delle cisterne della foggia vetere per verificare se anche altre fogge conservano forme di vita interessanti. Il condizionale è ovviamente d’obbigo.
Si tratta di un prezioso patrimonio naturalistico della Puglia, poiché questi organismi (crostacei), celano nel loro interno un particolare DNA, tracce di antiche speciazioni. Un patrimonio genetico sopraggiunto sino ai nostri tempi nelle varie evoluzioni, geologiche, idrogeologiche e climatiche.
Questo organismo, potrebbe essere endemico, squilla celiensis il suo nome, lungo 5 mm, dal corpo trasparente; ben nitido il suo apparato digestivo interno, che lo attraversa. Se si tratta di un adulto, spetterà dirlo agli studiosi in materia. Non escludo tuttavia la presenza di altri crostacei e altro, all’interno di queste stutture.
Da un’indagine comparativa questo crostaceo ha delle caratteristiche simili allo “slater d’acqua dolce”. Probabilmente a mio avviso appartiene alla stessa specie ma di famiglia e genere differente. Il crostaceo “celiensis” presenta una forma piu longilinea, piu sottile, rispetto allo slater!
Vi aggiorneremo sugli eventuali sviluppi.









