Il reparto specialistico Medicina Iperbarica, dell’Ospedale San Paolo, consolida la propria rilevanza territoriale chiudendo il primo periodo dell’anno con migliaia di interventi
La Medicina Iperbarica dell’Ospedale San Paolo di Bari traccia il bilancio dei primi sette mesi del 2026. Confermata la centralità d’azione dell’ospedale con oltre 5mila prestazioni erogate tra pazienti in regime ambulatoriale e ricoverati in corsia. Un punto di riferimento cruciale per la gestione delle emergenze subacquee, ma anche per la cura di patologie complesse attraverso l’ossigenoterapia.
La struttura diretta dal dottor Luciano Calculli attrae un bacino d’utenza che travalica i confini pugliesi, accogliendo quasi duecento degenze anche da Basilicata e Calabria.
Dalle emergenze alle nuove cure per la perdita dell’udito
Il centro garantisce interventi d’urgenza per embolie da decompressione, intossicazioni acute da monossido di carbonio e infezioni severe dei tessuti come la gangrena gassosa. Accanto ai casi tempo-dipendenti, l’attività quotidiana riguarda il trattamento delle ulcere cutanee resistenti, delle infezioni ossee e dell’ipoacusia improvvisa neurosensoriale. L’inserimento di quest’ultima patologia nei Livelli Essenziali di Assistenza ha fatto registrare un vero e proprio impennata nelle richieste di intervento.
Nel dettaglio dei primi sette mesi dell’anno spiccano oltre 1.400 cicli di ossigenoterapia iperbarica e circa 1.900 trattamenti combinati di debridement, procedura che unisce la chirurgia rigenerativa dei tessuti all’effetto iperossigenante della camera iperbarica. A queste, si aggiungono 1.500 medicazioni avanzate.
La struttura del San Paolo, inoltre, consolida il proprio ruolo di supporto operativo per i reparti subacquei dello Stato. Infatti, è in via di perfezionamento un’intesa formale con i nuclei sommozzatori della Polizia di Stato e del Gruppo Subacquei dei Carabinieri. L’obiettivo è di garantire assistenza specialistica durante le missioni operative.
Da inizio anno, dunque, il team medico ha già gestito 17 stati di pre-allerta per le operazioni in mare delle forze dell’ordine, confermando l’efficienza di un presidio strategico per tutto il Mezzogiorno.
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