La Regione si oppone alla decisione del Consiglio dei Ministri, in quanto, questa si scontra con la legge attualmente vigente nella regione, approvata dal consiglio regionale che impone l’obbligo vaccinale anti Covid
Abolito l’obbligo vaccinale per medici e professioni sanitarie dal primo novembre: 4 mila medici italiani potranno rientrare in servizio. È questo il primo provvedimento su cui il governo Meloni ha lavorato. Il decreto, approvato dal Cdm ha anticipato di due mesi la scadenza dell’obbligo vaccinale anti Covid, precedentemente fissato al 31 dicembre 2022. Di conseguenza, tutti i medici non vaccinati potranno far ritorno in corsia.
La Puglia si oppone alla decisione del Consiglio dei Ministri, in quanto, questa si scontra con la legge attualmente vigente nella regione, approvata dal consiglio regionale che impone l’obbligo vaccinale anti Covid. La sanità rientra tra le materie concorrenti tra le leggi dello Stato e quelle della Regione: nelle prossime settimane, bisognerà decidere quale legge far prevalere.
L’obbligo vaccinale per il personale sanitario è in vigore in Puglia dal febbraio 2021: in realtà si tratta di un’inclusione del vaccino anti Covid in una legge che già prevedeva i vaccini obbligatori per medici e infermieri.
Ad oggi, la Regione Puglia pare decisa a non arretrare sull’obbligo vaccinale. Negli ospedali non saranno integrati i medici No Vax. L’assessore alla Sanità, Rocco Palese ha sottolineato le difficoltà che un reintegro comporta per via dei ricorsi contro l’ente presentati dai medici stessi «La materia è complessa, la mia linea è la stessa del presidente della Repubblica Mattarella, che parla di prudenza. Bisogna affidarsi alla scienza. La Puglia, al momento, in termini di contagi è quella più a rischio in tutta Italia. Una cosa è certa: crea disagio il fatto che invece di concentrarci sui malati dobbiamo risolvere pastoie burocratiche. E conti alla mano il reintegro dei medici No Vax in Puglia sarebbe del tutto marginale per risolvere il problema della carenza degli specialisti nelle nostro strutture sanitarie. Da domani chiederemo alle varie Asl di fornirci un elenco dettagliato. Ma sappiamo già che parliamo di numeri insignificanti».
Secondo quanto riportato dall’ Ordine dei Medici, in Puglia il numero dei medici non vaccinati, e quindi sospesi, è assolutamente ininfluente per risolvere la questione della mancanza di personale negli ospedali regionali. Su oltre 12mila medici solo 300 non si sarebbero sottoposti a vaccinazione, tra questi il 20 per cento sono odontoiatri, il 5 per cento opera all’estero, e la parte restante, per la maggior parte, riguarda liberi professionisti. I medici sospesi No vax non superano il numero di cento nelle strutture sanitarie pugliesi.
Filippo Anelli, Presidente nazionale Ordine dei Medici, ha spiegato «La legge regionale può ancora funzionare. Si tratta di una buona legge che tutela i pazienti, e consente ai sanitari di poter lavorare tranquillamente, in maniera sicura. È doveroso, e dovrebbero farlo tutte le regioni. Ritengo che sia un dovere etico di ogni medico non creare un rischio ai propri pazienti. Lo ha detto anche il Consiglio di Stato quando si è espresso su un caso No Vax».
Anelli ha distinto due diverse questioni: quello costituzionale e quello deontologico «Il governo ritiene che non ci siano più le condizioni di far prevalere l’interesse collettivo a quello individuale, e su questo nulla da eccepire. Ma poi c’è il dovere deontologico dei medici, che è quello di non contestare le norme sulle vaccinazioni, o il rifiuto di vaccinare. E sulla questione deontologica come Ordine continueremo a sottoporre i medici a provvedimenti disciplinari, con richiami, sospensioni, sino alla possibile radiazione».
È bene ricordare che in Puglia, i medici e gli infermieri sono obbligati a tutti i vaccini previsti dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale: epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella, difterite, tetano, pertosse, influenza e tubercolosi e per l’appunto, anche il vaccino anti Covid.
Il consigliere regionale Fabiano Amati, Presidente della Commissione Bilancio «Se il governo nazionale volesse disinnescare l’obbligo generale pugliese e mandare avanti i suoi intenti ideologici dovrebbe cambiare il Piano nazionale. E tutto ciò perché la tutela della salute è una competenza concorrente dello Stato e delle regioni. Undici malattie sulla cui prevenzione la Puglia ha investito con un provvedimento di rigore, perché a nessun operatore sanitario è consentito il diritto di non vaccinarsi limitando la libertà dei pazienti di non aggravare la propria malattia» .
Amati promette una serie di audizioni in commissione Sanità per verificare l’adempimento a tutte le vaccinazioni e sollecitare, qualora fosse necessario, i provvedimenti disciplinari e le sanzioni pecuniarie.
Il senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo dichiara invece «Ho sentito in queste ore sia il presidente Emiliano sia l’assessore alla Sanità, Palese, sostenere che in Puglia l’obbligo vaccinale per il personale sanitario rimarrà in forza di una legge regionale. È evidente che delle due l’una o Emiliano bluffa o non conosce neppure le leggi regionali».
Continua «Voglio, infatti, ricordare e rimarcare che la L.R. 10 marzo 2021, n. 2 – Operatori sanitari e vaccinazione anti-Coronavirus-19. Applicazione della legge regionale 19 giugno 2018, n. 27 (Disposizioni per l’esecuzione degli obblighi di vaccinazione degli operatori sanitari) e disposizioni urgenti in materia di fabbisogno di prestazioni sanitarie – all’art. 1 subordina l’obbligo vaccinale contro il COVID solo se previsto da norma o disposizione comunque denominata di rango statale. E infatti, la norma nel prevedere l’obbligo specifica: – Purché la pratica di prevenzione sia prescritta in forma di obbligo o raccomandazione dalla legislazione statale, ovvero qualora la sua raccomandabilità possa intendersi derivata in coerenza con la legislazione statale eccezionale e d’emergenza, oppure sia prevista da atti amministrativi nazionali, comunque denominati, diretti a favorire la massima copertura vaccinale della popolazione e per questo aventi efficacia integrativa del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale – »








