Resta l’accusa di tentato omicidio: la Procura conferma il parere favorevole alla revoca dei domiciliari
di BARBARA RINALDI – La Procura di Bari revoca i domicliari al 48enne di Bari che nei giorni scorsi era stato posto ai domiciliari con l’accusa di aver staccato le apparecchiature sanitarie che tenevano in vita la madre, una donna di 76 anni affetta da una grave patologia oncologica in fase terminale.
La Procura ha espresso parere favorevole alla revoca della misura cautelare, accogliendo la richiesta presentata dal legale dell’indagato. Nonostante il decesso della donna, avvenuto venerdì scorso all’ospedale “Di Venere” di Bari, l’accusa nei confronti dell’uomo resta quella di tentato omicidio.
La ricostruzione del 15 dicembre
La vicenda risale al 15 dicembre, quando un’infermiera dell’assistenza domiciliare si recò nell’abitazione della donna per le cure quotidiane. Entrata in casa, si accorse che i macchinari salvavita erano stati scollegati. Immediatamente allertò il 118: i sanitari intervenuti riuscirono a stabilizzare la paziente e la trasportarono d’urgenza in ospedale, dove è rimasta ricoverata fino al decesso.
Il comportamento dell’indagato
Durante l’interrogatorio di garanzia, il 48enne ha scelto di non rispondere alle domande del gip. Tuttavia, secondo quanto riferito dai medici intervenuti quel giorno, avrebbe dichiarato di voler “rimettere tutto alla volontà di Dio”, frase che ha contribuito a delineare il quadro investigativo.
Le valutazioni della Procura
Nonostante la morte della donna, la Procura ritiene che l’impianto accusatorio debba restare invariato. Gli inquirenti stanno completando l’analisi degli atti, delle testimonianze e delle condizioni cliniche della paziente per definire con precisione il nesso tra l’interruzione delle cure e il successivo decesso.








