Bari, 25 anni di maltrattamenti alla moglie: il PM chiede 2 anni di reclusione per un 58enne

Sotto processo un uomo accusato di aver minacciato, picchiato e umiliato quotidianamente la compagna dal 1998 al 2023, spesso davanti alle figlie; dopo l’ultima aggressione e le minacce di morte, la donna ha trovato il coraggio di denunciare e ora è parte civile nel procedimento che proseguirà il 2 luglio con la discussione della difesa

È accusato di aver trascorso venticinque anni a vessare la moglie con insulti, minacce, violenze fisiche e psicologiche. Ora un 58enne barese, già sottoposto dal 2023 al divieto di avvicinamento, rischia una condanna a due anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia.

Secondo quanto emerso dall’indagine coordinata dal pubblico ministero Ignazio Abbadessa e condotta dai Carabinieri, i primi episodi risalirebbero all’8 marzo 1998, quando l’uomo avrebbe minacciato di morte la donna, aggredendola con schiaffi, pugni e perfino un coltello. Da allora, secondo quanto raccontato dalla vittima nella dettagliata denuncia, le aggressioni sarebbero state pressoché quotidiane, spesso davanti alle figlie minori.

Le testimonianze raccolte dalle figlie hanno confermato la costante atmosfera di terrore vissuta in casa. Una delle ragazze ha dichiarato: «Abbiamo sempre vissuto in un clima di violenza. Il mio unico ricordo d’infanzia sono le botte che mio padre dava a mia madre».

Tra gli episodi più gravi descritti negli atti, spicca quello del febbraio 2022, quando la donna ha riportato la frattura della clavicola a seguito di un’aggressione. L’ennesima esplosione di violenza, avvenuta il 20 maggio 2023, ha spinto la vittima a denunciare: l’uomo l’avrebbe colpita con schiaffi e pugni alla testa, tentando anche di ferirla con un paio di forbici. La donna si è salvata rifugiandosi sotto un tavolo e poi fuggendo da una finestra. In quell’occasione, l’imputato avrebbe inviato un messaggio minatorio alla figlia, scrivendo: «Mandatemi in galera, quando uscirò vi faccio a pezzettini… vi mangerò vivi».

La Procura ha chiesto la condanna a 2 anni di reclusione per i maltrattamenti nei confronti della moglie – che si è costituita parte civile con l’avvocato Luca Bruno – e l’assoluzione per le accuse relative alle figlie. Il processo riprenderà il 2 luglio con la discussione della difesa.

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