Appuntamento il 4 maggio in piazza Vittoria: nel mirino la nuova società subentrata nell’appalto e le condizioni di lavoro
Sit-in di protesta a Brindisi organizzato dal sindacato Cobas per denunciare le condizioni delle lavoratrici impiegate nei servizi di pulizia degli uffici postali. L’appuntamento è fissato per lunedì 4 maggio alle ore 11 in piazza Vittoria, davanti alla sede centrale di Poste Italiane.
Al centro della protesta, il passaggio dell’appalto alla società BSF, subentrata lo scorso 1° aprile, e i tagli agli orari di lavoro, definiti dal sindacato «insostenibili». Secondo quanto denunciato, le lavoratrici sarebbero state ridotte a turni di meno di un’ora fino a un massimo di due ore al giorno, rendendo impossibile svolgere le mansioni richieste.
Il Cobas sostiene di aver tentato un confronto con l’azienda per evitare i ridimensionamenti, ma denuncia che le dipendenti sarebbero state costrette ad accettare le nuove condizioni con il rischio di perdere il posto di lavoro. «Era umanamente impossibile svolgere tutte le attività richieste in tempi così ridotti», viene sottolineato nella nota sindacale.
Tra le criticità segnalate, anche presunti errori nella valutazione delle superfici da pulire, con metrature inferiori rispetto alla realtà, e la mancata risposta su queste problematiche da parte della società subentrante.
Le accuse: “Condizioni di lavoro inaccettabili”
Il sindacato punta il dito anche contro il sistema degli appalti, evidenziando come la gara indetta da Poste Italiane fosse inizialmente andata deserta per via dei costi ritenuti troppo bassi. L’ingresso di BSF, disponibile a operare per sei mesi a condizioni economiche ancora più ridotte, avrebbe ulteriormente peggiorato la situazione.
Gravi le accuse sul piano delle condizioni di sicurezza: il Cobas denuncia la mancata fornitura di dispositivi di protezione individuale, come i guanti, con lavoratrici costrette a operare senza adeguate tutele.
«È questa la realtà del lavoro mentre si parla di tutela del lavoro femminile e di salari dignitosi», si legge nella nota, che parla apertamente di sfruttamento.
Protesta destinata a proseguire
Il sit-in del 4 maggio rappresenta solo una prima tappa. Il sindacato annuncia infatti ulteriori iniziative di mobilitazione per chiedere il ripristino di condizioni lavorative considerate dignitose e il rispetto dei diritti delle lavoratrici.
Si evidenzia che le dichiarazioni riportate provengono dal sindacato promotore dell’iniziativa.
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