La Guardia di Finanza della BAT ha scovato 72 posizioni del tutto irregolari tra i beneficiari di sussidi statali
La Guardia di Finanza della BAT ha tracciato il bilancio di una vasta e capillare attività di controllo svolta dall’inizio dell’anno. I controlli hanno permesso di passare al setaccio 223 beneficiari di sussidi statali, facendo emergere ben 72 situazioni di totale irregolarità penale.
Avevano dichiarato di non possedere nulla, di non avere un lavoro e, in alcuni casi, persino di risiedere stabilmente in Italia da anni. In realtà non avevano mai messo piede sul territorio nazionale, tutto pur di accaparrarsi i soldi destinati alle fasce più povere della popolazione.
I trasgressori, sia di nazionalità italiana che straniera, sono stati deferiti alle Procure della Repubblica di Trani e di Foggia a seconda delle rispettive competenze territoriali, e segnalati contestualmente agli uffici dell’Inps.
Il danno economico complessivo è di oltre 350mila euro, denaro che i falsi indigenti dovranno ora restituire interamente alle casse dello Stato. L’incrocio dei dati e l’intervento tempestivo delle fiamme gialle ha, inoltre, permesso di congelare e bloccare sul nascere l’erogazione di ulteriori quote di denaro collegate a nuove domande ritenute palesemente truffaldine.
I trucchi per incassare l’assegno
Le indagini economiche e patrimoniali sul territorio si sono sviluppate in stretta sinergia con i database dell’Inps. Fondamentali anche gli indicatori di rischio elaborati dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie di Roma.
Gli stratagemmi scoperti dai militari sono stati molteplici. In diversi casi, le misure di sostegno erano state concesse a cittadini stranieri che avevano falsificato i documenti. Al momento della domanda, infatti, era stato autocertificato il possesso del requisito minimo di permanenza in Italia.
In altre circostanze, i percettori del sussidio avevano omesso di comunicare l’effettivo miglioramento della propria situazione reddituale o patrimoniale avvenuto in corso d’anno, oppure avevano nascosto che all’interno dello stesso nucleo familiare vi fossero altri componenti già titolari di uno stipendio o di altre entrate stabili.
Gli accertamenti dei finanzieri non si sono limitati al vecchio Reddito di Cittadinanza, ormai abrogato, infatti, le verifiche sono state estese in modo mirato anche all’Assegno di Inclusione.
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