La Cgil di Foggia ha incontrato il prefetto Maurizio Valiante nell’ambito di un sit-in organizzato dai lavoratori migranti per chiedere «permessi e regolari contratti di lavoro propedeutici all’ottenimento anche di una casa in affitto»
Entro il mese di agosto saranno assegnati i primi 130 moduli abitativi per 430 lavoratori migranti che attualmente vivono nella baraccopoli di Borgo Mezzanone, a Manfredonia, dove recentemente si sono verificati due incendi.
È uno dei primi punti del piano stabilito dal prefetto di Foggia Maurizio Valiante e riferito dal segretario generale della Cgil di Foggia Maurizio Carmeno. Il sindacato ha incontrato il prefetto nell’ambito di un sit-in organizzato dai lavoratori migranti per chiedere «permessi e regolari contratti di lavoro propedeutici all’ottenimento anche di una casa in affitto.»
Secondo quanto stabilito nell’incontro, dopo i primi 130 moduli ne saranno assegnati altri 150. Il secondo punto affrontato nel corso dell’incontro è l’impegno della Provincia di Foggia per la bonifica della baraccopoli con lo stanziamento di 1,2 milioni di euro.
A darne notizia è il segretario nazionale della Flai Cgil, Giovanni Mininni che in una nota si dice soddisfatto del risultato raggiunto dopo le tante richieste inviate: «La Prefettura di Foggia ha preso l’impegno ad aprire entro il mese di agosto 130 moduli abitativi, in grado di ospitare oltre 400 persone, che in futuro aumenteranno di numero e potranno dare alloggio a più di mille persone. Un primo passo necessario per evitare di piangere nuove vittime nei roghi che quasi quotidianamente colpiscono la baraccopoli di Borgo Mezzanone.»
«La lotta paga – dice Mininni -. Nella regione che ha dato i natali a Giuseppe Di Vittorio, le ripetute mobilitazioni dei lavoratori agricoli migranti, con la Flai Cgil di Foggia sempre al loro fianco, hanno portato a dei risultati concreti.»
Per Mininni, il ghetto di Borgo Mezzanone è «un luogo indegno, che le autorità e gli Enti locali si sono impegnati a bonificare nel più breve tempo possibile, assicurando condizioni di vita più dignitose. Abbiamo chiesto bagni chimici e acqua potabile per i lavoratori agricoli migranti impegnati nella raccolta di frutta, verdura e ortaggi nelle vaste campagne della Capitanata e in altre zone agricole pugliesi. Anche su questo punto la Prefettura di Foggia si è impegnata a rispondere a breve.» Le case mobili promesse, tuttavia, per Mininni «non rappresentano ancora una soluzione definitiva.»
«La risposta giusta, come prescrive la legge 199 contro sfruttamento e caporalato è un’accoglienza in alloggi dignitosi – chiarisce il segretario nazionale della Flai Cgil -. Ma il problema principale adesso era quello di rispondere all’emergenza incendi, che si intensificano con il caldo, nella stagione in cui gli abitanti del ghetto quasi raddoppiano. I soldi per superare questi posti vergognosi ci sono, messi a disposizione dal piano nazionale di ripresa e resilienza, bisogna andare avanti. E abbiamo apprezzato la disponibilità del Prefetto ad adoperarsi con i Comuni per i progetti di attuazione del Pnrr.»








