Venerdì 4 settembre nella sala ex Tesoreria di Palazzo della Città l’incontro sul benessere sessuale delle persone con disabilità. Cavone: «Una società non è davvero inclusiva se smette di vedere la persona quando esprime desideri, relazioni e scelte»
Affettività e sessualità come componenti della qualità della vita e del benessere della persona, anche quando si parla di disabilità. È il tema al centro del corso gratuito “Il benessere sessuale delle persone con disabilità”, in programma venerdì 4 settembre, a partire dalle ore 16, nella sala ex Tesoreria di Palazzo della Città a Bari.
L’iniziativa è rivolta a operatori socio-sanitari, professionisti del settore, familiari e caregiver e punta ad affrontare un aspetto che, nonostante la sua rilevanza nella vita delle persone, rimane spesso ai margini dei percorsi di cura e assistenza.
Affettività e sessualità come dimensioni del benessere
A condurre l’incontro sarà Michele Massimo Laforgia, psicologo, psicoterapeuta e sessuologo clinico.
Interverranno inoltre l’assessore alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti civili Michelangelo Cavone, il garante regionale dei diritti delle persone con disabilità Antonio Giampietro e la presidente di Memory Team ETS Adriana Latti.
Il confronto partirà dal riconoscimento dell’affettività e della sessualità come parti integranti del benessere globale della persona, affrontando anche stereotipi e barriere culturali che possono condizionare la libertà e l’autodeterminazione delle persone con disabilità.
L’assessore Cavone: «Rompere un silenzio culturale e politico»
Proprio sulla necessità di superare questi pregiudizi interviene Michelangelo Cavone.
«C’è ancora un pregiudizio profondo che considera le persone con disabilità prive di desideri, affettività e sessualità – afferma l’assessore –. Un pregiudizio che le infantilizza e ne limita la libertà. Portare questo tema nello spazio pubblico significa rompere un silenzio culturale e politico durato troppo a lungo».
Per Cavone, il concetto di inclusione deve quindi comprendere anche la possibilità di riconoscere pienamente la dimensione affettiva e relazionale della persona: «Una società non è davvero inclusiva se riconosce la persona con disabilità soltanto quando parla dei suoi bisogni, ma smette di vederla quando esprime desideri, relazioni e scelte».
L’iniziativa del progetto “Bari Case Management Network”
Il corso rientra nelle attività dello Sportello URCA – Unità di Risoluzione Crisi Alzheimer, nell’ambito del progetto “Bari Case Management Network”.
Il progetto è promosso da Memory Team ETS, in qualità di capofila, Alzheimer Bari ODV e MIRA Impresa Sociale, in collaborazione con il Comune di Bari.
La partecipazione all’incontro del 4 settembre è gratuita. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 379 3495993.
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