Puglia, NIR: Gruppo FDI «Condivisibili e auspicabili più controlli, ma questa legge serve solo a far rientrare il M5S nella maggioranza»

«Bentornati colleghi del Movimento 5 Stelle nella maggioranza di centrosinistra! Perché è evidente che la legge che istituisce il Nucleo Ispettivo Regionale – che nel merito condividiamo – è il prezzo che il presidente Michele Emiliano e il PD pagano ai consiglieri grillini per farli tornare» dicono da FdI

Di seguito la dichiarazione del gruppo regionale di Fratelli d’Italia, composta dal capogruppo Renato Perrini e dai consiglieri Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Tommaso Scatigna e Tonia Spina:

«Bentornati colleghi del Movimento 5 Stelle nella maggioranza di centrosinistra! Perché è evidente che la legge che istituisce il Nucleo Ispettivo Regionale – che nel merito condividiamo – è il prezzo che il presidente Michele Emiliano e il PD pagano ai consiglieri grillini per farli tornare a far parte della maggioranza e così avere in aula maggiore tranquillità sui numeri, messi a rischio per i mal di pancia di Azione e, appunto, del M5S. In aula, per bocca del collega Giannicola De Leonardis, non abbiamo avuto paura a ricordare che questa PDL nasce dopo le inchieste giudiziarie che si sono abbattute su Regione e Comune di Bari e che quindi quella oggi approvata è una legge che si potrebbe configurare come una sorta di voto di scambio.

Chiaramente ci auguriamo che il NIR serva davvero a evitare tutti gli scandali giudiziari che avevano portato Giuseppe Conte addirittura a venire a tenere una conferenza stampa nel palazzo del Consiglio regionale per ritirare l’assessore Rosa Barone dalla Giunta, il vicepresidente Cristian Casili dall’ufficio di presidenza e togliere la delega alla Cultura al consigliere Grazia Di Bari, e quindi ad annunciare l’esigenza di una vigilanza più accurata sulle attività della Regione. Peccato, però, che in aula sono state evidenti le resistenze del presidente Emiliano a sottoporre al controllo del NIR proprio il Dipartimento della Salute, che gestisce più dell’80% delle risorse regionali e dove si registrano gli scandali peggiori!»

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