«Sul piano politico, tuttavia, questa legge rappresenta una sorta di “legge-bandierina” dei 5 Stelle, un pretesto per negoziare il loro rientro nella maggioranza di Emiliano e nella Giunta regionale» dice Pagliaro
Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani.
«Pur condividendo lo spirito della proposta di legge del Movimento 5 Stelle che istituisce il Nucleo Ispettivo Regionale (N.I.R.) per monitorare l’attività di enti, agenzie e società partecipate della Regione, ho evidenziato un’incongruenza rilevante: l’esclusione del Dipartimento Salute dai controlli. Questo, nonostante l’esistenza di un Nucleo Ispettivo Regionale Sanitario (N.I.R.S.), che però non si occupa direttamente del Dipartimento. L’incongruenza è stata così evidente che si è dovuto emendare questo aspetto in aula.
Sul piano politico, tuttavia, questa legge rappresenta una sorta di “legge-bandierina” dei 5 Stelle, un pretesto per negoziare il loro rientro nella maggioranza di Emiliano e nella Giunta regionale. Sebbene il Movimento abbia formalmente lasciato la maggioranza, continua a cercare di riconciliarsi con il presidente Emiliano.
Ho ricordato la loro plateale uscita dalla maggioranza dopo le inchieste che hanno scosso il Comune di Bari e la Regione Puglia, così come le parole forti del presidente Conte: “Vogliamo fare pulizia e tabula rasa. Dobbiamo estirpare la cattiva politica”. Ironico, considerando che proprio il Movimento 5 Stelle è diventato un esempio della stessa cattiva politica, accettando poltrone in Giunta e Consiglio regionale, tradendo il mandato degli elettori che li avevano votati nel 2020 per opporsi a Michele Emiliano e al suo sistema di potere.
Questa proposta di legge, quindi, è poco più di un’operazione di facciata, che richiama i vecchi proclami grillini della prima ora: “Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno”. Quel tonno, però, i 5 Stelle lo hanno finito per mangiare insieme agli alleati di comodo, pur di mantenere le poltrone, dimostrandosi campioni di inciucio. Lo stesso, purtroppo, accade qui in Regione».








