Verifiche a tappeto su requisiti psico-fisici, corretto possesso e sicurezza: controllati 577 titolari, con sequestri, revoche e rottamazioni per garantire ordine pubblico e tutela dei cittadini
L’Ufficio Armi della Divisione PAS della Questura di Lecce, con il supporto delle Squadre Amministrative dei Commissariati di P.S. di Galatina, Nardò, Gallipoli, Otranto e Taurisano, ha rafforzato l’attività di monitoraggio e controllo sui detentori di armi. L’obiettivo principale è verificare il mantenimento dei requisiti psico-fisici, la corretta custodia delle armi e l’assenza di motivi ostativi alla titolarità del porto d’armi o della semplice detenzione.
Come ricordano gli operatori di polizia, «in Italia vige il divieto assoluto di portare armi: la concessione del titolo di polizia rappresenta un’eccezione, subordinata a controlli accurati sulla persona, sul contesto familiare e sociale, per garantire un utilizzo sicuro e responsabile».
L’attività ha anche una forte valenza preventiva: in caso di segnalazioni di disagio psicologico, conflittualità familiare, tensioni di vicinato o lavorative, l’Autorità di P.S. può procedere al ritiro cautelativo delle armi, a tutela dell’incolumità pubblica.
Particolare attenzione è rivolta all’obbligo di presentare ogni cinque anni la certificazione medica che attesti l’idoneità psico-fisica al possesso di armi, come previsto dal D.Lgs. 104/2018. In caso contrario, il Prefetto può vietarne la detenzione. La norma riguarda tutti i detentori, anche collezionisti, ad eccezione di chi possiede solo armi antiche.
Richiamati anche gli eredi che si ritrovano in casa armi del defunto: è necessario darne comunicazione tempestiva a Questura, Commissariato o Carabinieri per regolarizzarne la posizione, procedere ad eventuale cessione o rottamazione e non incorrere in reati.
Dal riepilogo delle attività svolte dall’inizio del 2025 emerge un bilancio significativo:
- 577 detentori controllati
- 150 armi ritirate per rottamazione
- 268 armi rottamate
- 81 armi ritirate cautelarmente
- 229 diffide a regolarizzarsi
- 4 deferimenti all’A.G. per detenzione illegale e omessa denuncia
- 38 dinieghi di rilascio/rinnovo di porto d’armi
- 28 revoche di porto d’armi
Un lavoro costante, definito dagli stessi operatori «un’invisibile attività a tutela dell’incolumità dei cittadini e dell’ordine pubblico, che si mette in moto al primo campanello d’allarme».








