Addio a “Kaiser Franz”, a 90 anni scompare il super manager Franco Tatò – LA SCHEDA

Tatò era ricoverato all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo ed è morto per un ictus alla vigilia di un intervento endocardico che doveva eseguire

Addio a “Kaiser Franz”, a 90 anni è scomparso uno dei più importanti dirigenti d’azienda, Franco Tatò. L’ex manager, che ebbe come marchio di fabbrica, la durezza nel risanamento economico dei molti gruppi aziendali che fu chiamato a guidare, era ricoverato all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo ed è morto per un ictus alla vigilia di un intervento endocardico che doveva eseguire. Tatò era già in Puglia nella sua masseria a Fasano, nel Brindisino. Qui, due anni fa, nel settembre 2020, dopo una caduta nella masseria, aveva sbattuto la testa ed era stato ricoverato grave per qualche tempo, per poi essere dimesso. Tatò, sposato in prime nozze, nel 1958, con Rosanna, nel 2002 aveva sposato l’autrice e conduttrice televisiva Sonia Raule con cui ebbe la figlia Carolina. Entrambe, sono state vicino a lui, negli ultimi momenti della sua vita. Il manager aveva anche altri due figli.

GLI ESORDI – Franco Tatò, nato a Lodi nel 1932, da una famiglia barlettana, si laureò in Filosofia nell’università di Pavia, portando una tesi sul sociologo Max Weber, per poi perfezionarsi, prima in Germania, usufruendo di una borsa di studio e poi ad Harvard negli Stati Uniti, dove riuscì a pagarsi gli studi lavorando nelle mense, a dimostrazione della sua grande tenacia, fin da giovane.

Poi nel ’56, il suo primo lavoro d’azienda, quando venne assunto all’Olivetti. Qui, partì, per i primi sei mesi, come operaio, per poi crescere sempre di più, all’interno del gruppo. In Olivetti guidò le controllate presenti in Austria, Regno Unito, Germania.

Dal 1982 al 1984 lascia temporaneamente la Olivetti e viene chiamato a ricoprire la carica di CEO della società Mannesmann-Kienzle di Villingen-Schwenningen. Nel 1986 il ritorno in Olivetti, dove diede vita a un importante risanamento economico, quello della Triumph Adler, che era stata appena acquistata dal gruppo. Poi, dal 1984 al 1986, il passaggio alla Mondadori, su precisa volontà di Carlo De Benedetti, della quale diventa amministratore delegato. In seguito, il ritorno in Olivetti alla guida di Olivetti Office.

NEGLI ANNI 90, LA SUA AFFERMAZIONE DEFINITIVA – Dopo aver lasciato il gruppo nel 1990 a causa di divergenze con la dirigenza, nel 1991 ancora in Mondadori come amministratore delegato e nel 1993 in Fininvest, con lo stesso incarico. Nel 1996 un incarico importantissimo per l’ormai super manager, quando accetta la proposta dell’allora Presidente del Consiglio, Romano Prodi, di fare l’amministratore delegato di Enel, dove effettua un taglio di 30mila dipendenti e riesce a riorganizzare l’azienda, accompagnandola alla quotazione in Borsa. Nel 1998, poi, il passaggio di Enel nel mercato della telefonia mobile con Wind, che nel 2000 acquisisce Infostrada, ma anche l’espansione sulle energie rinnovabili, sull’impiantistica e, finanche sull’immobiliare. Inoltre, la nascita del portale Enel.it, che dà la possibilità agli utenti di usufruire dei servizi telematici. Nel giro di pochi anni, “Kaiser Franz” riesce a moltiplicare per quattro, i profitti del gruppo Enel, affermandosi definitivamente come uno dei manager più duri, ma allo stesso tempo più competenti della nazione e non solo. Tatò, rimase in Enel fino al 2002, il periodo in cui l’azienda da statale diventò privata.

Nel 2002, quando il governo Berlusconi per volontà del Ministro dell’economia e delle finanze Giulio Tremonti non rinnova a Tatò l’incarico di amministratore delegato di Enel, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi gli offre la poltrona di presidente dell’azienda, lui rifiuta affermando: «Caro Cavaliere, io ho un’etica da difendere».

GLI ULTIMI ANNI – Nell’ultimo periodo, Tatò ha svolto alcuni incarichi di manager e consigliere di amministrazione per Hdp, Prada, Cartiere Pigna, Mikado, Parmalat, Berco. Dal 2003 al 2014 è, infine, amministratore delegato della Treccani.

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