Il tenente chiede di essere risarcito, in quanto non ha potuto fare carriera, mettere su famiglia e per vari altri motivi
Il marò tarantino Massimiliano Latorre, ha deciso di fare causa allo Stato italiano, chiedendo un maxi risarcimento che sarà multi milionario, per averlo fatto ritornare in India, dove l’uomo ha rischiato la pena di morte.
Il tenente chiede di essere risarcito, in quanto non ha potuto fare carriera, mettere su famiglia e per vari altri motivi. Latorre e Girone, furono detenuti in India per 106 giorni, poi essere rimandati in Italia e nuovamente costretti a tornare in India.
Il loro processo è stato poi archiviato, in quanto, secondo i giudici, rispettarono le regole di ingaggio. I due marò, che in quel momento erano dei funzionari dello Stato, impegnati nell’esercizio delle loro funzioni, spararono in acqua, perché pensarono che la nave petroliera Enrica Lexie, stava per essere attaccata dai pirati. In quell’occasione, morirono due pescatori indiani. Per il tribunale questi assalti avvenivano con frequenza e, di conseguenza, i due marò tennero un comportamento corretto.
I militari, sempre in Marina Militare, sono difesi dagli avvocati Fabio Anselmo, ex avvocato della famiglia Cucchi, e Silvia Galeone.








