Taranto: la Geo Barents è arrivata al porto, 85 migranti a bordo

La nave è la prima Ong ad aver operato un salvataggio dopo l’entrata in vigore del decreto che stabilisce un nuovo codice di condotta sulle attività di salvataggio in mare

È giunta nel porto di Taranto la Geo Barents di Medici Senza Frontiere con 85 migranti a bordo.

La nave è la prima di una Ong ad aver operato un salvataggio dopo l’entrata in vigore del decreto che stabilisce un nuovo codice di condotta sulle attività di salvataggio in mare da parte delle Organizzazioni non governative. Nel caso di violazione delle norme introdotte dal provvedimento sono previste multe fino a 50mila euro, oltre al sequestro o anche la confisca in caso di reiterazione.

Tra le condizioni dettate dal decreto c’è quella di «avviare tempestivamente iniziative volte a informare le persone prese a bordo della possibilità di richiedere la protezione internazionale e, in caso di interesse, a raccogliere i dati rilevanti da mettere a disposizione delle autorità»: un modo per poter indirizzare la domanda di ospitalità direttamente al Paese di cui la nave batte bandiera.

La Geo Barents ha compiuto un primo salvataggio su richiesta del Coordinamento del soccorso marittimo, recuperando 41 persone per poi farne salire altre 44 in un successivo trasbordo da una nave mercantile, sempre su richiesta delle autorità italiane.

«Escludiamo il sequestro della Geo Barents, non c’è un motivo valido. Noi stiamo spendendo più soldi in legali che nella ricerca e soccorso. È un paradosso, è ridicolo. Noi stiamo salvando vite e stiamo consultando i legali per contestare ogni misura, ogni nuova regole per vedere se questo è in linea con la normativa, anche internazionale», afferma Juan Matias Gil, capo missione di Medici Senza Frontiere, presente nel porto di Taranto.

Gil sottolinea che «i soccorsi sono stati chiesti e coordinati dalle autorità italiane. Quindi, non c’è motivo per il sequestro e per qualsiasi tipo di sanzione».

Sul provvedimento è tornata in queste ore la premier, Giorgia Meloni, che su Instagram scrive: «è finita l’Italia che si accanisce con chi rispetta le regole e fa finta di non vedere chi le viola sistematicamente».  

Il diritto internazionale, ha commentato la presidente del Consiglio, «non prevede che ci sia qualcuno che può fare il traghetto nel Mediterraneo o in qualsiasi altro mare e fare la spola per trasferire gente da una nazione all’altra».

«Abbiamo a bordo molti minori non accompagnati. Persone che vengono dalla Siria, dalla Palestina, e che raccontano di essere state mesi in Libia, di aver subito violenze e torture. Un ragazzo ci ha detto di aver visto con i propri occhi persone uccise perché non avevano abbastanza soldi per pagare il viaggio. Questo è quel che succede in Libia». Queste le parole di Fulvia Conte, responsabile dei soccorsi a bordo della nave Geo Barents.

«Delle 85 persone soccorse e ora a bordo con noi, 41 sono state salvate in un’operazione molto difficile avvenuta l’altro ieri notte. Viaggiavano da tre giorni e durante le operazioni il barchino si è ribaltato e tutte le persone sono finite in acqua. Durante questi tre giorni di navigazione – prosegue Conte nel riportare quanto raccontato dai migranti – ci hanno detto che più volte persone sono cadute in mare e hanno usato i loro vestiti per tappare i buchi dai quali entrava l’acqua nel loro barchino».

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