Il Comune di Taranto ha deciso di non procedere con i lavori sugli impianti sportivi di sua competenza per i Giochi del Mediterraneo 2026, lasciando ogni responsabilità al commissario Massimo Ferrarese. Una scelta che ha scatenato polemiche politiche e istituzionali
Si è consumata una svolta clamorosa nella preparazione dei XX Giochi del Mediterraneo, previsti a Taranto nel 2026. Il Comune, attraverso la posizione assunta dal sindaco Rinaldo Melucci, ha deciso di non procedere con i lavori di competenza comunale sugli impianti sportivi previsti per la manifestazione.
La conferma è arrivata nel corso di un vertice tra lo stesso Melucci e il commissario straordinario Massimo Ferrarese, durante il quale il primo cittadino ha ribadito la sua intenzione di non avviare alcuna opera dopo il commissariamento del centro sportivo Magna Grecia. Il Comune non interverrà, dunque, su strutture chiave come il campo di basket alla Villa Peripato, il campo scuola alla Salinella, il PalaMazzola e il campo sportivo di Talsano, lasciando la gestione dei lavori interamente nelle mani del commissario.
Ferrarese: «Molto dispiaciuto per la posizione del sindaco»
Il commissario straordinario Massimo Ferrarese ha espresso il suo disappunto per la decisione del Comune, sottolineando che avrebbe auspicato una maggiore collaborazione istituzionale per portare a termine le opere finanziate. Il problema del commissariamento è sorto a causa dei ritardi accumulati dal Comune, che aveva già ottenuto due proroghe per l’avvio delle gare d’appalto, la prima a gennaio 2025 e la seconda a maggio 2025, ritardi ritenuti inaccettabili considerando l’imminente scadenza dell’evento.
Ora, con il Comune fuori dai giochi, sarà il commissario a dover garantire che gli impianti vengano realizzati in tempo utile per la manifestazione.
Reazioni politiche: polemiche e accuse
La decisione di Melucci ha sollevato un’ondata di critiche. Il consigliere regionale del Partito Democratico Vincenzo Di Gregorio ha definito la scelta del sindaco «irresponsabile e incomprensibile», sottolineando che i Giochi rappresentano un’opportunità storica per Taranto, sia in termini di sviluppo infrastrutturale che di rilancio economico e turistico.
Sul tema è intervenuto anche il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini, che ha annunciato la visita del Ministro dello Sport Andrea Abodi a Taranto il prossimo 14 febbraio per verificare di persona lo stato di avanzamento dei lavori. Perrini ha ribadito l’importanza dell’impegno del Governo nazionale, affermando che senza il commissariamento l’evento avrebbe rischiato di saltare.
La Regione Puglia prosegue con i lavori sugli impianti finanziati
Mentre il Comune di Taranto si chiama fuori, la Regione Puglia continua a lavorare sulla realizzazione di due impianti fondamentali: la palestra polifunzionale 4.0 al quartiere Paolo VI e il Centro Nautico nell’ex Stazione Torpediniere.
La palestra, dal valore di 12,4 milioni di euro, sarà uno spazio dedicato allo sport giovanile e ad attività culturali, con un ruolo centrale nella prevenzione della devianza giovanile. Il Centro Nautico, finanziato con 11,7 milioni di euro, comprenderà parcheggi e strutture per la gestione degli ingressi, rientrando in un più ampio progetto di riqualificazione del waterfront.
Un’occasione da non sprecare
I XX Giochi del Mediterraneo rappresentano un’opportunità unica per Taranto, non solo per l’evento sportivo in sé, ma anche per le importanti ricadute economiche e turistiche che potrebbero derivarne.
Il coordinatore provinciale di Orizzonti Liberali Taranto, Antonio Clemente Cavallo, ha sottolineato la necessità di mettere da parte le divisioni e garantire la realizzazione delle opere in tempo utile. «Ora l’obbligo per tutti è mettere al sicuro le opere, arrivare tempestivamente al traguardo fissato e godere di momenti che resteranno nella storia della nostra città» ha dichiarato.
L’auspicio è che il Comune possa rivedere la sua posizione e collaborare con il commissario per garantire la buona riuscita di un evento che potrebbe segnare il futuro di Taranto.








