Il Consorzio AMP annuncia un intervento strategico per tutelare gli habitat marini e regolamentare l’ormeggio in modo sostenibile.
L’Area Marina Protetta di Porto Cesareo compie un nuovo passo verso la tutela del suo patrimonio naturale. Il presidente del Consorzio di Gestione, Pasquale Coppola, e il direttore della Riserva Marina Nazionale, Marco Dadamo, hanno annunciato il finanziamento regionale per la realizzazione di cinque campi boe destinati a regolamentare l’ormeggio delle imbarcazioni da diporto.
L’intervento si inserisce nella continuità delle attività di salvaguardia portate avanti negli ultimi anni. Il progetto, sostenuto dalla Regione Puglia, punta a ridurre l’impatto dell’ancoraggio tradizionale sugli habitat marini e a migliorare la fruizione dell’area protetta. Le nuove installazioni saranno realizzate con sistemi certificati a basso impatto ambientale, capaci di proteggere i fondali e garantire un ormeggio sicuro.
Le aree interessate dal progetto dei campi boe
“Il cuore dell’intervento – spiega il presidente Coppola – è la realizzazione di cinque campi boe per un ormeggio sostenibile e regolamentato”. Le zone individuate, sulla base di studi e monitoraggi ambientali, sono:
Penisola La Strea: due campi boe – Torre Lapillo: un campo boe – Torre Chianca: un campo boe tra la baia Le Dune e la lunga distesa sabbiosa verso Torre Lapillo – Sant’Isidoro: un campo boe nella marineria tra Nardò e Copertino.
Si tratta di aree particolarmente sensibili, caratterizzate da fondali ricchi di biodiversità e da un’intensa presenza di imbarcazioni durante la stagione estiva.
Tecnologie a basso impatto e tutela degli habitat
“Grazie a sistemi innovativi e certificati – sottolinea il direttore Dadamo – i nuovi campi boe elimineranno i danni causati dall’ancoraggio tradizionale, proteggendo in modo più efficace gli habitat marini”. Le installazioni permetteranno di salvaguardare praterie di posidonia, fondali sabbiosi e zone di riproduzione della fauna marina.
Oltre alla tutela ambientale, il progetto offrirà un servizio aggiuntivo ai fruitori della Riserva, migliorando l’accessibilità e la sicurezza della navigazione. “È un intervento che integra conservazione e sviluppo sostenibile – conclude Dadamo – e che invita a vivere il mare con maggiore responsabilità”.
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