Lecce, rilasciavano attestati OSS falsi, cinque arresti

I corsi, dal prezzo di 3 mila euro, non davano in realtà alcun tipo di certificazione valida a livello lavorativo

di MATTIA URSO – Cinque persone sono state arrestate in seguito alle indagini combinate della Guardia di Finanza di Lecce e Brindisi. L’operazione chiamata “Attestati sterili” riguarda il rilascio da parte di un’associazione fittizia, di attestati per operatore socio sanitario, a giovani da tutta Italia. I corsi, dal prezzo di 3 mila euro, non davano in realtà alcun tipo di certificazione valida a livello lavorativo.

Gli indagati sono ben 17, e le accuse sono di truffa aggravata, contraffazione di atti aventi valenza pubblica, falsità materiale e autoriciclaggio. Sono stati eseguiti sequestri per un valore complessivo superiore al milione di euro, oltre a perquisizioni a ben 250 società collegate ai truffatori. I proventi delle attività illecite, sarebbero stati poi riciclati attraverso la creazione di diverse società che avrebbero realizzato operazioni di compravendita di azioni societarie/immobili e cessione per contanti per circa 1.400.000 €.

Sono ai domiciliari Elsa Occhilupo, di 36 anni, di Brindisi, prima rappresentante legale e poi, secondo gli investigatori, amministratore di fatto della Fondazione “Forma Italia» al centro dell’inchiesta; Fabio Di Maggio (32), di Lecce, rappresentante legale di numerose società; Claudio Rusciano (47), di Fragagnano (Taranto), attuale rappresentante legale della Fondazione; Michelangelo Sirsi (53), di Fragagnano, rappresentante legale di numerose società, e Cosimo Digiacomo (55), di Manduria (Taranto), rappresentante legale di numerose società.

«Tantissimi giovani si sono affidati ai percorsi formativi con la speranza di un impiego lavorativo che potrebbe essere precluso in quanto il titolo posto alla base dell’assunzione sarebbe manchevole e viziato degli elementi fondamentali stabiliti per legge», spiegano i finanzieri. «La Fondazione che ha organizzato i corsi non sarebbe stata iscritta nel registro prefettizio delle persone giuridiche e, pertanto, non in possesso dei requisiti legali per essere accreditata presso la Regione, tra cui la Puglia».

Inoltre, «La contestazione riguarda il rilascio di attestati ritenuti materialmente falsi, recanti loghi, immagini e timbri contraffatti dell’Unione Europea, delle Regioni Puglia, Abruzzo e Campania, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero dello Sviluppo Economico, su tutto il territorio nazionale», spiegano gli investigatori in una nota.

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