L’appello ai componenti della Commissione tecnica della Regione Puglia sulla lottizzazione Mogale: «Non siete chiamati a scegliere tra favorevoli e contrari, ma a decidere ciò che può ancora essere restituito e ciò che, una volta perduto, non tornerà più»
Un invito alla responsabilità istituzionale, alla tutela del paesaggio e alla salvaguardia del patrimonio naturale della costa ostunese. È il contenuto della lettera aperta che il dottor Melpignano ha indirizzato ai componenti della Commissione Tecnica per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) della Regione Puglia, chiamata ad esprimersi sulla lottizzazione Mogale, lungo la costa di Ostuni.
Nel documento, articolato in tre pagine, l’autore richiama il valore della funzione pubblica affidata ai quindici componenti della Commissione, sottolineando come la loro decisione non riguardi soltanto un intervento urbanistico, ma il futuro stesso del territorio e delle prossime generazioni.
Un appello al senso delle istituzioni
La lettera si apre ricordando il ruolo delicato affidato ai tecnici chiamati a valutare la compatibilità ambientale dell’opera.
Secondo Melpignano, la Commissione non è chiamata a schierarsi tra favorevoli e contrari al progetto, ma a verificare con rigore scientifico se l’intervento sia compatibile con l’ambiente, il paesaggio e l’interesse delle future generazioni.
L’autore evidenzia come la decisione non riguardi esclusivamente la lottizzazione Mogale, ma il significato stesso della tutela ambientale in una regione come la Puglia e, in particolare, l’identità paesaggistica della città di Ostuni, costruita sull’equilibrio tra centro storico, campagna, Selva e mare.
Il territorio come patrimonio da custodire
Uno dei passaggi centrali della riflessione riguarda il concetto di custodia del patrimonio naturale.
Secondo Melpignano, ogni generazione riceve il territorio come bene da preservare e non come proprietà da consumare. Per questo motivo richiama il principio secondo cui nessuna generazione può considerarsi proprietaria definitiva del patrimonio ambientale, ma soltanto custode temporanea chiamata a trasmetterlo integro a chi verrà dopo.
Il diniego come tutela dell’interesse pubblico
Nella seconda parte della lettera, l’autore affronta il tema del possibile esito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
Qualora gli studi tecnici evidenziassero criticità tali da compromettere l’equilibrio del territorio, osserva Melpignano, un eventuale diniego non rappresenterebbe una scelta contro lo sviluppo, bensì un atto di tutela dell’interesse pubblico.
La richiesta rivolta ai componenti della Commissione è quella di ascoltare esclusivamente i dati scientifici, gli studi tecnici, la normativa vigente e la propria coscienza professionale, senza condizionamenti esterni.
Il valore del paesaggio oltre il presente
La riflessione si concentra poi sul significato della responsabilità istituzionale.
Per Melpignano il valore di un territorio non può essere misurato esclusivamente in metri cubi edificati, ma nella capacità di conservarne identità, paesaggio e memoria.
Le decisioni assunte oggi, sottolinea, saranno giudicate dalle generazioni future più per il paesaggio preservato o trasformato che per gli atti amministrativi prodotti. Ogni firma apposta su un provvedimento rappresenta quindi una scelta destinata a lasciare un’eredità duratura.
Un invito a proteggere il bene comune
La parte conclusiva della lettera richiama il concetto di bene comune e di responsabilità verso il futuro.
L’autore auspica che la decisione della Commissione possa essere ricordata come una scelta compiuta nell’interesse della Repubblica, della Puglia, di Ostuni e del patrimonio naturale appartenente all’intera collettività.
Il messaggio finale ribadisce che il vero progresso non consiste nel consumare il territorio, ma nel consegnarlo integro alle generazioni successive, ricordando che la storia valuta le grandi decisioni non per il consenso immediato che producono, ma per la loro capacità di proteggere il bene comune.
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