Normativa organica per il settore, istituzione del Fondo regionale unico della cultura, valorizzazione del terzo settore e degli operatori culturali, sostegno a imprenditoria giovanile e femminile. Previsti interventi su parità di genere, welfare aziendale, digitalizzazione e grandi eventi, in sinergia con la strategia “Check-in Culture 2030” da 385 milioni di euro
Dopo il via libera della Giunta regionale, la VI Commissione del Consiglio regionale della Puglia, presieduta da Lucia Parchitelli, ha approvato all’unanimità lo schema di disegno di legge “Disposizioni in materia di attività culturali, creative e dello spettacolo”. Illustrato dall’assessora Viviana Matrangola, dal direttore del Dipartimento Aldo Patruno e dalla dirigente Anna Maria Candela, il provvedimento riforma integralmente la legge regionale n. 6/2004, riscrivendo le regole dell’intero comparto culturale pugliese e introducendo strumenti innovativi e strutturali.
Tra le principali novità:
- Fondo regionale unico della cultura, creatività e spettacolo (FRUCCS), con una dotazione annua di 4,7 milioni di euro per la programmazione pluriennale degli operatori riconosciuti.
- Ecosistema Digitale della Cultura, per la fruizione integrata e digitale del patrimonio.
- Nuova disciplina per Apulia Film Commission e Puglia Culture, con convenzioni triennali.
- Sostegno stabile a orchestre sinfoniche giovanili e alla Capitale della Cultura di Puglia.
- Ampliamento dell’Osservatorio regionale, ora Osservatorio della Cultura, Creatività e Spettacolo.
Dal 2026 sono previsti stanziamenti strutturali di circa 14 milioni di euro, integrabili con fondi europei e statali, in coerenza con il Piano strategico “Piiil – CulturainPuglia” 2017–2026.
«L’approvazione in Commissione è un traguardo che ci avvicina all’approvazione definitiva della legge, un obiettivo che vogliamo raggiungere prima della fine della Legislatura. Questo DDL rappresenta una visione strategica del ruolo della cultura in Puglia, riconoscendo finalmente la dignità e la centralità del settore come volano di sviluppo, inclusione e coesione», ha dichiarato Parchitelli.
«Il voto unanime ci consente di guardare con ottimismo al completamento dell’iter legislativo. Questo provvedimento ha già un ampio consenso sociale, frutto di un confronto aperto con gli operatori. Stiamo consegnando regole certe, tutela del lavoro culturale, sostenibilità e innovazione», ha aggiunto Matrangola.
La consigliera Grazia Di Bari (M5S) ha definito l’approvazione «un passo avanti importante per dotare il comparto di una disciplina organica e innovativa, attesa da anni, che garantisca trasparenza e criteri univoci per l’assegnazione dei contributi». Ha però richiamato l’attenzione sulla necessità di difendere la dotazione di 14 milioni di euro prevista dal 2026: «Non possiamo rischiare che queste risorse vengano dirottate altrove, come accaduto in passato. In aula chiederemo di inserire in legge la clausola che fissa questa cifra come soglia minima».
Tutte e tre hanno concluso con un auspicio condiviso: «La cultura è identità e sviluppo. Con questa riforma diamo alla Puglia uno strumento di cui andare orgogliosi. Ora il Consiglio regionale deve completare rapidamente il percorso, assicurando anche la piena tutela delle risorse previste».








