Il CNDDU chiede un impegno concreto su autismo, sindrome di Down e patologie rare: «Servono politiche strutturali, tavolo tecnico permanente e risorse certe per garantire inclusione e diritti in tutte le province pugliesi»
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) lancia un appello ai candidati alla Presidenza della Regione Puglia affinché nei loro programmi trovino spazio interventi chiari e concreti a sostegno delle persone con disabilità, con particolare attenzione a chi convive con autismo, sindrome di Down e patologie rare.
Nonostante i progressi legislativi, restano criticità significative: «Lunghe liste d’attesa per diagnosi e terapie, carenza di personale qualificato e disparità territoriali continuano a penalizzare le famiglie pugliesi, mettendo a rischio la continuità dei percorsi terapeutici e l’inclusione sociale», sottolinea il Coordinamento.
La mappa regionale evidenzia forti differenze: a Bari e Lecce sono presenti centri specializzati ma le liste d’attesa rimangono lunghissime; nelle province di Foggia e Taranto la copertura è frammentaria e le zone rurali restano scoperte; a Brindisi e Barletta-Andria-Trani le famiglie faticano a conciliare i percorsi scolastici con le necessità terapeutiche dei bambini.
Secondo le stime delle associazioni, in Puglia si contano oltre 20.000 persone nello spettro autistico, circa 3.000 cittadini con sindrome di Down e diverse migliaia di persone con patologie rare. Numeri che, evidenzia il CNDDU, «richiedono politiche stabili e non interventi spot».
Il Coordinamento chiede l’istituzione di un tavolo tecnico permanente sulle disabilità, con la partecipazione di famiglie, scuole, sanità e terzo settore, e l’inserimento nei programmi elettorali di un piano regionale con risorse certe, misurabili e accessibili in maniera omogenea.
«La Puglia deve puntare a diventare un modello nazionale di inclusione – conclude il CNDDU – investendo nella formazione continua degli operatori, in politiche di inclusione scolastica e lavorativa e nella sensibilizzazione della comunità. Solo un impegno condiviso e duraturo può garantire risposte concrete e strutturali, non emergenziali».








