Il consigliere regionale ancora accampato nell’aula consiliare, chiede spiegazioni sulla sparizione dei 27 milioni destinati al completamento della SP 109. «Le scelte politiche hanno un impatto diretto sulla vita delle persone»
Il consigliere regionale Antonio Tutolo, capogruppo della lista civica “Per la Puglia”, ha trasformato l’aula consiliare della Regione Puglia nella sua base di protesta. Armato di un sacco a pelo e trasmettendo in diretta dal suo profilo Facebook, Tutolo ha passato due notti accampato sul pavimento per denunciare la scomparsa di 27 milioni di euro inizialmente destinati al completamento della strada provinciale 109, che collega Lucera a San Severo, in provincia di Foggia.
«Fino a poche ore prima della firma del Patto per la coesione, quei fondi erano disponibili nel Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FCS). Poi sono spariti, e voglio sapere chi ha deciso di rimuoverli, dove sono stati destinati e per quale motivo,» ha dichiarato Tutolo, visibilmente determinato a non interrompere la sua protesta fino a quando non riceverà risposte chiare.
La SP 109, teatro di numerosi incidenti e tragedie, rappresenta una delle arterie più pericolose della provincia di Foggia. «Questa non è solo una strada, ma un simbolo di come le decisioni politiche possano mettere in pericolo la vita dei cittadini,» ha spiegato Tutolo durante una delle sue dirette.
«Guidare su quella strada significa vivere con l’ansia costante di un incidente imminente: è buia, insicura e mal ridotta. Vorrei portare chi ha deciso di dirottare quei fondi su questa strada e nei cimiteri dove riposano le vittime degli incidenti. Solo così capirebbero che le scelte politiche possono significare vita o morte».
La protesta di Tutolo ha attirato il sostegno di alcuni colleghi consiglieri di “Per la Puglia” e dell’assessore Sebastiano Leo. Anche la presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, ha contattato Tutolo, ma il consigliere non ha nascosto la sua insoddisfazione: «Una chiamata di cortesia, nulla di più. Questa non è una questione tecnica, ma uno “scippo” politico, e pretendo di sapere chi ha avuto il potere di spostare quei fondi e per quali ragioni.»
«Pensano che mi faccia piacere dormire per terra o su una sedia? No, questa è una protesta per chi vive il disagio di una strada pericolosa e pericolosamente ignorata. Domani ci sarà il Consiglio Regionale e vedremo se qualcuno avrà il coraggio di affrontare questa questione,» ha concluso Tutolo.
La sua battaglia per la trasparenza e la sicurezza stradale si pone come un monito per l’intera classe politica, evidenziando il bisogno di risposte chiare e di una maggiore responsabilità nei confronti dei cittadini.








