“La lampada di Pierino”: risate a non finire per l’opera di Piero De Lucia

Piero De Lucia trasforma il classico Aladino in una commedia esilarante ambientata tra i vicoli baresi, tra risate travolgenti e riflessioni sul desiderio umano

di CHRISTIAN MONTANARO – Le parodie sono sempre un terno al lotto.

Devono ricalcare l’originale, discostandosene però in determinati punti chiave, e quindi non è sempre semplice farle.

In altre parole possono riuscire o non riuscire.

Quella che da un po’ di tempo va in scena all’ Istituto “Preziosissimo Sangue” di Bari e che andrà ancora in scena ogni sabato e domenica sino al prossimo 09 febbraio è sicuramente tra quelle che si possono definire ben riuscite.

Merito del simpaticissimo attore comico Piero De Lucia (anche scrittore e regista dell’ opera) e del suo nutrito e qualificato cast che, con “La lampada di Pierino”, hanno creato uno spettacolo davvero divertente e gustoso, capace di tenere per due ore il pubblico incollato al palco, tra scroscianti risate e ripetuti applausi.

Intendiamoci: qualche differenza rispetto all’ originale naturalmente c’è, e d’altro canto non potrebbe essere diversamente.

Qui il protagonista, per esempio, non si chiama Aladino, ma Pierino (Piero De Lucia) e l’ambientazione è naturalmente di chiara matrice barese.

Pierino in questa versione non è un “onesto” ladruncolo di quartiere come il suo predecessore, ma un comodo pensionato con una moglie “scassaballe” al seguito a rovinargli la vita.

Non ci sono pappagalli impiccioni, tappeti volanti, sovrani, stregoni e via dicendo.

No, c’è una classica famiglia ordinaria di periferia con la sua routine quotidiana al cui marito, Pierino, ad un certo punto si presenta l’occasione della vita.

Con il rinvenimento della famosa lampada raccontata nel celebre “Le mille e una notte” che da allora vaga di padrone in padrone.

E l’esaudimento dei famosi “tre desideri”, il sogno di ogni uomo.

Solo che qui il mago (e meno male che non lo chiamano “Genio”, perché genio proprio non è), interpretato dal bravo Filippo Donvito, non è proprio preciso come quello che ricordavamo, e tra continui bisogni corporei (eh, già, capirete, non va di corpo da 60 anni) e qualche imperfezione nella realizzazione dei desideri, contribuisce al divertente innesco della trama e ai curiosi sviluppi dell’ opera.

Non spoilereremo nulla. Diciamo solo che a farne le spese sarà la malcapitata moglie di Pierino, interpretata dalla efficacissima Lucia Coppola, che a partire da quel momento diventerà suo malgrado l’elemento chiave della trama.

Ma c’è naturalmente molto altro con le graduali apparizioni di personaggi solo apparentemente secondari, come la vicina di casa Carmela (interpretata dalla superba Annalena Cardenio, un nome una garanzia) , Madre Natura (la splendida Emanuella Lomanzo, credibilissima nel tutt’ altro che semplice ruolo da svampita), il fratello disturbato di Pierino (il buffo Riccardo Lucchese) e il marito di Carmela (l’istrionico Vito Calabrese).

In una trama fitta e ricca di colpi di scena dove la lampada, quest’ oggetto antico ed impolverato, diventa la metafora materiale del desiderio più antico dell’ uomo: quello di poter cambiare la propria vita e di mutarla a proprio piacimento. 

Dimenticando però la lezione base e, cioè,.che spesso la felicità è già davanti a noi, a portata di mano.

Per sapere se il simpatico Pierino l’avrà trovata non vi resta che recarvi a vedere direttamente voi lo spettacolo.

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