La Riserva naturale come patrimonio collettivo e non come terreno di equilibrio politico: la presa di posizione del Partito Democratico di Carovigno sulle scelte dell’amministrazione comunale e sul rispetto del merito
Torre Guaceto torna al centro del confronto politico locale. A sollevare il tema è il Partito Democratico di Carovigno, che con una nota ufficiale interviene sulle recenti dichiarazioni del sindaco Lanzilotti in merito alle nomine per l’ente che gestisce la Riserva Naturale dello Stato, ribadendo la necessità di trasparenza, competenza e rispetto delle regole.
Secondo il PD, il confronto non nasce da una polemica di parte ma dall’esigenza di riaffermare un principio che dovrebbe valere a prescindere dai colori politici: Torre Guaceto non è un ente ordinario, ma un patrimonio ambientale, scientifico ed economico di valore nazionale e internazionale, profondamente legato all’identità e allo sviluppo sostenibile del territorio di Carovigno.
Il regolamento che disciplina la nomina del Presidente dell’ente, ricordano i dem, è chiaro: i rappresentanti del Comune devono essere scelti tra persone con comprovata competenza, professionalità ed esperienza, in relazione alla natura degli incarichi da conferire. Non si tratta di una facoltà discrezionale, ma di un obbligo preciso, soprattutto quando in gioco c’è la gestione di un bene pubblico di tale rilevanza.
Il Partito Democratico sottolinea come, a fronte di una nomina definita politica dallo stesso sindaco, restino senza risposta interrogativi centrali: perché la scelta è ricaduta proprio su determinati candidati e non su altri? Quali criteri di merito sono stati adottati? E perché si è atteso oltre cinque mesi dalla scadenza del precedente Consiglio di Amministrazione prima di procedere alle nuove nomine?
«La nostra non è una polemica sterile, ma il tentativo di riaffermare un principio che dovrebbe valere sempre», si legge nella nota. «Torre Guaceto non può essere trattata come un semplice terreno di equilibrio politico, perché le decisioni che la riguardano incidono sulla tutela dell’ambiente, sulla credibilità delle istituzioni e sulle opportunità di crescita della comunità».
Il PD evidenzia inoltre come rifugiarsi nel “si è sempre fatto così” non possa più rappresentare una giustificazione accettabile. «Oggi più che mai – sottolinea il partito – le nomine pubbliche dovrebbero coniugare politica e competenza. L’ipocrisia non sta nel sollevare il problema, ma nel nascondere dietro procedure formali scelte che rispondono esclusivamente a logiche di partito».
A firmare la nota è il segretario del Partito Democratico di Carovigno, Luigi Bennardi, che conclude richiamando il valore della trasparenza come misura della credibilità politica: «La credibilità delle istituzioni si costruisce nel rispetto del merito e nella chiarezza delle decisioni, soprattutto quando in gioco c’è il futuro di uno dei principali asset strategici del nostro territorio».








