Ostuni, “Legati da un filo”: nel Chiostro di San Francesco la storia delle donne attraverso pizzi, merletti e ricami

Dal 6 al 9 agosto 2026 l’esposizione promossa dall’Associazione “Ostuni è” con la collaborazione de “Lo Scudo” e del MEIC. In mostra pezzi storici, antiche macchine per cucire e dimostrazioni di lavori a maglia, ricamo e uncinetto

Un viaggio nella memoria attraverso pizzi, merletti, ricami e lavori manuali che per generazioni hanno accompagnato la vita quotidiana delle donne e delle loro famiglie. Dal 6 al 9 agosto 2026, il Chiostro di San Francesco del Comune di Ostuni ospita la mostra “Legati da un filo”, organizzata dall’Associazione “Ostuni è” con la collaborazione del mensile ostunese “Lo Scudo” e del Movimento ecclesiale di impegno culturale (MEIC).

L’inaugurazione e gli orari della mostra

L’esposizione sarà inaugurata giovedì 6 agosto alle ore 19 e resterà aperta fino a domenica 9 agosto, ogni tardo pomeriggio dalle 18.30 alle 22.

Al centro dell’iniziativa ci sono quei lavori nei quali erano particolarmente esperte mamme e nonne e che scandivano il tempo della loro vita e di quella dei figli. Manufatti che, oltre al valore artigianale, rappresentano testimonianze familiari e culturali, conservate nelle case e tramandate come una preziosa eredità di generazione in generazione.

Pezzi storici e antiche macchine per cucire

Nel Chiostro di San Francesco saranno esposti autentici pezzi storici, accompagnati da mobili e antiche macchine per cucire, per ricostruire non soltanto le tecniche utilizzate nel passato, ma anche gli ambienti e le abitudini nei quali queste attività venivano praticate.

La mostra, però, non vuole limitarsi alla rievocazione. Durante le giornate saranno proposte anche dimostrazioni dell’arte della maglia, del ricamo e dell’uncinetto, mostrando come queste competenze continuino ancora oggi a essere coltivate e trasmesse.

Da “Arte e mestieri” a “Cuore di maglia”

All’iniziativa contribuiranno anche altre realtà del territorio, tra cui la scuola “Arte e mestieri” di Ceglie Messapica e il progetto benefico “Cuore di maglia” di Ostuni.

“Legati da un filo” diventa così un’occasione per riscoprire una parte della storia sociale e familiare del territorio, valorizzando un patrimonio fatto di abilità manuale, pazienza, creatività e affetti.

Non soltanto, dunque, un tuffo nel passato, ma la testimonianza di un’arte che continua a vivere, praticata ancora oggi con la stessa cura con cui veniva tramandata dalle generazioni precedenti.

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