Nel leccese maxi sequestro di 1.500 quintali di falso Primitivo pronto per il commercio

L’operazione è avvenuta nel periodo di controlli per la stagione di vendemmia ed è stata portata avanti dai carabinieri forestali e ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione delle frodi per prodotti agroalimentari

È avvenuto nel leccese, durante un sopralluogo congiunto nella provincia, il maxi sequestro di 1.500 quintali di falso primitivo. A portare avanti le operazioni sono stati l’Ufficio territoriale ICQRF di Puglia e Basilicata e i Carabinieri Forestali. Il vino sfuso era pronto per il commercio ed era etichettato come “Primitivo Salento IGP” e “Primitivo Puglia IGP”. La merce bloccata supera il valore di 1,5 milioni di euro.

Le operazioni si stanno svolgendo in tutta la provincia di Lecce, per effettuare i controlli per la stagione della vendemmia 2025. L’attività è organizzata con lo scopo di tutelare sul mercato la qualità dell’agroalimentare pugliese ed italiano. L’obiettivo è quello di rafforzare la difesa della legalità nel settore agroalimentare, tanto che i controlli dureranno per tutto l’autunno del 2025.

Successivamente alla notizia, l’On. Dario Iaia (FdI) ha dichiarato che in più occasioni sono state denunciate le truffe ai danni degli agricoltore che usano illegalmente il marchio Primitivo. Aggiungendo: «Questo sequestro nasce da un importante impegno delle forze dell’ordine ed è la riprova del funzionamento del sistema di tutele del Made in Italy messe in campo dal Governo guidato da Giorgia Meloni e dal Ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida».

Da Iaia un grazie va anche al lavoro fatto dal Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria che ogni anno combatte questi reati. Un sequestro, secondo l’On., molto importante se si considera che questi misfatti portano ad influire anche sul prezzo del prodotto.

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