Nasceva il 6 novembre 1894 il circolo più antico di Puglia, oggi vitalissimo con 1200 soci e tanti agonisti di eccellenza
Il Circolo Canottieri Barion compie 130 anni. Una ricorrenza davvero speciale, festeggiata dal circolo più antico di Puglia con il numero di soci più alto di sempre, circa 1200, e tante eccellenze sportive che l’hanno rimessa al passo della sua grande tradizione agonistica: «Questo traguardo straordinario – osserva il presidente del CC Barion Francesco Rossiello – trova il circolo più vivo e vitale che mai. Con tanti agonisti di eccellenza ma soprattutto con tanti sportivi d’ogni età». Per l’occasione sarà distribuita ai soci una pubblicazione che ripercorre i 130 anni di storia del Canottieri Barion, ennesima fatica di Gianni Antonucci, storico dello sport barese.
Era il 6 novembre 1894 quando il circolo nacque per iniziativa di un gruppo di giovani appassionati di sport nautici e, in particolare, di canottaggio: il primo presidente fu Igino Pampana, medico milanese trasferitosi a Bari, che conferì una propria bandiera e identità sportiva a un gruppo di canottieri chiamati «Italia». Il nome deriva dal capitano Barion, «l’eroe marino – rimarcava lo storico Armando Perotti – che insegna la rotta fra le due terre»; la prima sede era un locale a piano terra in via Abate Gimma. Ben presto, però, il circolo si trasferì sul mare, in una baracca all’ansa del molo San Nicola, e subito fioccavano i primi successi a livello nazionale e internazionale. Già nel 1901, i canottieri del Barion, con l’equipaggio dei “Trabaccolanti” composto dai leggendari Paolo Diana, Gaetano Caccavallo, Giuseppe Nacci, Vittorio Narducci e il timoniere Peppino Lissona, dopo aver vinto i Campionati Italiani a Torino, trionfarono a Zurigo, conquistando il titolo di Campioni d’Europa, il primo titolo europeo nella storia del canottaggio italiano. Per questi successi il Circolo Canottieri Barion ottenne la Presidenza Onoraria di S.A.R. il Principe di Napoli, futuro re d’Italia nel 1899, con la successiva concessione del titolo di Reale nel 1900.
Con la costruzione del lungomare, la sede del circolo divenne quella attuale, sulla punta del molo San Nicola. Il Barion si distinse anche nel nuoto, nella scherma e nella motonautica. Tanti campioni in ogni disciplina ed un campione assoluto nel canottaggio, Ruggero Verroca, quinto alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, cinque volte campione mondiale nel doppio pesi leggeri con lo stabiese Francesco Esposito dal 1980 al 1984, otto volte campione italiano. Per il circolo, sotto l’impulso del suo storico presidente Bruno D’Ambrosio, arrivarono anche la Stella d’Oro al Merito Sportivo e, successivamente, il Collare d’Oro d’Onore, per il suo percorso ultracentenario.
Negli ultimi anni, con l’insediamento del presidente Francesco Rossiello e del suo gruppo di lavoro, il Barion è tornato a brillare. In meno di un anno, il circolo ha ottenuto due titoli mondiali under 19 nel canottaggio, specialità beach sprint: nel 2022 con i fratelli Alessandra e Michelangelo Quaranta nel doppio misto, e nel 2023 con Pasquale Tamborrino e Leonardo Bellomo nel doppio maschile, dopo il titolo europeo. Giovani e vestiti d’azzurro, come i canoisti Alessandra Centrone e Cosimo Caterino e i supper Nicolò Ricco e Davide Alpino, sono i talenti di punta di un Barion oggi attivissimo nel canottaggio, nella canoa, nel sup e nella vela, sia dinghy che d’altura.
Da una parte lo sport, dall’altra l’apertura alla città che ha rappresentato un vero cambio di passo nella storia recente del circolo: «Gli sport di mare – spiega il presidente Rossiello – restano ovviamente il nostro segno distintivo: siamo tornati campioni del mondo nel canottaggio dopo quarant’anni, vantiamo atleti in nazionale nella canoa e nello stand up paddle, una nuova disciplina che ci ha visti subito all’avanguardia. Siamo un riferimento anche nella vela dinghy, tant’è che nel 2025 ospiteremo il Campionato Italiano. Ma da noi lo sport non è solo agonismo di eccellenza. Sono tantissimi i master e gli amatori che si allenano ogni giorno. Un gruppo sempre più nutrito, sono il nostro orgoglio. Un esempio sano, pulito, positivo. Uno dei tanti che ha permesso al Canottieri Barion di riaprirsi a Bari. Abbiamo attuato politiche di promozione, consapevolmente inclusive. Ed oggi siamo diventati una realtà conosciuta da scuole e famiglie, aperta al dialogo con le istituzioni e gli altri circoli del territorio. Un Barion che s’affaccia sul mare ma soprattutto alla città». È così che il circolo «dell’eterna giovinezza», come era stato definito, si appresta a soffiare forte sulle sue 130 candeline.








