I sindaci di Lecce e Surbo discutono collaborazione e chiarezza sul progetto di Cafore, con l’obiettivo di bilanciare transizione ecologica e rispetto del territorio
Nel pomeriggio di ieri, a Palazzo Carafa, il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, ha incontrato il sindaco di Surbo, Oronzo Trio, e l’assessore all’Urbanistica di Lecce, Gianpaolo Scorrano, per discutere il progetto di un impianto di biometano in località Cafore. Durante l’incontro, si è ribadita l’importanza di coinvolgere i comuni limitrofi, come Surbo, nelle decisioni riguardanti l’impianto, nonostante la normativa attuale sembri non consentire la partecipazione diretta del Comune di Surbo alla conferenza di servizi. Entrambi i sindaci hanno sottolineato la volontà di trovare una soluzione condivisa che tuteli l’ambiente e la salute dei cittadini, esplorando possibili precedenti giuridici che possano permettere tale partecipazione.
Il sindaco Trio ha confermato il dialogo costruttivo e ha annunciato che il Comune di Surbo presenterà un’istanza formale per partecipare alla conferenza di servizi. L’assessore Scorrano ha aggiunto che il Settore Urbanistica sta effettuando tutte le verifiche tecniche e normative necessarie prima della conferenza, dove saranno raccolti anche i pareri di Arpa, Asl e Soprintendenza.
Rispondendo alle critiche sull’impianto di biometano, Poli Bortone e Scorrano hanno precisato che l’impianto occuperà una superficie di 7,35 ettari e non 500, come riportato erroneamente. I 500 ettari rappresentano, infatti, la capacità potenziale dell’impianto di fertilizzare tramite il digestato prodotto, ma questa possibilità non è ancora definita. Inoltre, il progetto prevede vasche di tipo chiuso per minimizzare l’impatto ambientale.
Poli Bortone ha concluso sottolineando l’importanza di un approccio pragmatico alla transizione ecologica, affermando che la Regione dovrebbe considerare attentamente le esigenze dei territori prima di prendere decisioni. Ha inoltre ricordato l’impatto devastante della Xylella e la diffusione indiscriminata di impianti fotovoltaici come esempi di scelte non coordinate, auspicando un maggiore dialogo per garantire una tutela ambientale realmente efficace.
L’assessore alle Politiche urbanistiche di Lecce, Gianpaolo Scorrano, ha fornito chiarimenti sul progetto di un impianto a biometano previsto in località Cafore, a seguito dell’incontro tra il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, e il sindaco di Surbo, Oronzo Trio. Scorrano ha precisato che l’impianto occuperà 7,35 ettari, non 500 come erroneamente riportato, e rispetterà le distanze di legge dagli edifici vincolati, con un impatto odorigeno previsto nei limiti normativi. Ha spiegato che il progetto segue la Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) anziché l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) a causa della potenza di 500 m³/h, una normativa che, pur trattando biomasse e fotovoltaico in modo simile, non riflette pienamente la differenza tra i due.
La conferenza di servizi vedrà coinvolti tutti gli enti competenti, tra cui Soprintendenza, Arpa, Asl, Regione e Provincia, e valuterà la possibile partecipazione del Comune di Surbo come territorio confinante, anche se non obbligatoria per legge. Durante l’incontro, Scorrano ha anche chiesto al sindaco Trio attenzione verso un impianto a biomasse ENI situato a Surbo, che utilizza vasche di fermentazione aperte e spande digestato su 292 ettari, di cui 120 ricadenti a Lecce. Questo impianto, soggetto a prescrizioni da parte di Arpa Puglia, non ha ancora ottemperato a tali requisiti, e l’amministrazione di Lecce aveva precedentemente richiesto maggiori controlli su tale struttura con una mozione, respinta dall’amministrazione Salvemini, che aveva portato comunque a un’ispezione e a un’ordinanza di Arpa Puglia.
L’amministrazione di Lecce sta procedendo con le verifiche sul progetto di Agrienergia Circolare 6 Srl e attende i pareri tecnici, in particolare quelli dell’Arpa sull’impatto odorigeno e della Soprintendenza sull’impatto paesaggistico, per un giudizio fondato su dati scientifici. Scorrano ha ribadito l’importanza di fornire informazioni corrette ai cittadini affinché possano formulare giudizi informati, sostenendo il dialogo aperto e il diritto dei residenti di esprimere le proprie preoccupazioni in merito al progetto.








