La Puglia approva la legge per la tutela del salario minimo nei contratti pubblici

Unanimità in Consiglio regionale: retribuzione minima di 9 euro l’ora per i lavoratori impiegati negli appalti pubblici. La norma si estende ad ASL, enti regionali e strumentali, rappresentando un modello per una possibile legge nazionale

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato all’unanimità una proposta di legge per garantire la retribuzione minima salariale di 9 euro l’ora nei contratti pubblici della Regione. Questa proposta, presentata dal consigliere regionale Antonio Tutolo, mira a contrastare il fenomeno del lavoro povero, imponendo un livello minimo di tutela economica per i lavoratori impiegati in lavori, servizi e forniture oggetto di appalti e concessioni pubbliche. La Regione, in base a questa nuova normativa, dovrà specificare in tutte le procedure di gara l’obbligo di applicare il contratto collettivo maggiormente rappresentativo e attinente all’attività svolta, riconosciuto dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative. Qualora un operatore economico scelga un contratto collettivo diverso, questo dovrà comunque assicurare un trattamento minimo di 9 euro l’ora e tutele equivalenti, valutate secondo i parametri stabiliti dall’ANAC, con un margine di tolleranza di non più di due scostamenti rispetto ai 12 parametri tracciati.

La legge prevede anche che l’obbligo della retribuzione minima venga esteso ad altri enti pubblici, inclusi ASL, aziende ospedaliere, Sanitaservice, agenzie regionali e enti strumentali, come proposto dal consigliere Giannicola De Leonardis.

Il consigliere regionale Antonio Tutolo, capogruppo di “Per la Puglia”, ha espresso soddisfazione per l’approvazione all’unanimità della sua proposta di legge volta alla tutela della retribuzione minima salariale nei contratti gestiti dalla Regione Puglia. La norma, considerata un passo avanti per la comunità e i diritti dei lavoratori, intende affrontare la situazione di molte famiglie costrette a vivere con retribuzioni considerate insufficienti.

La legge stabilisce che, in tutte le procedure di gara relative a lavori, servizi e forniture, il personale impiegato negli appalti pubblici e nelle concessioni debba avere applicato il contratto collettivo di lavoro più pertinente alla mansione svolta. Tali contratti devono essere stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali più rappresentative, in linea con quanto previsto dall’articolo 11 del Codice degli Appalti. La normativa introduce anche un trattamento economico minimo inderogabile di 9 euro l’ora. Inoltre, la Regione Puglia avrà l’obbligo di controllare che i contratti applicati rispettino le equivalenze delle tutele normative ed economiche previste nei diversi contratti collettivi.

Tutolo ha ringraziato i colleghi per il sostegno e sottolineato che questa approvazione dimostra il suo impegno per una Puglia più giusta, equa e in grado di garantire condizioni di lavoro dignitose e una retribuzione adeguata per tutti i cittadini. Ha ribadito la sua determinazione a migliorare la qualità della vita dei pugliesi e a promuovere il rispetto dei diritti dei lavoratori.

Diversi esponenti politici hanno espresso il loro supporto alla misura, evidenziando i benefici sociali ed economici della legge. Pierluigi Lopalco (PD) ha descritto il salario minimo come una “battaglia di civiltà” per proteggere i lavoratori più vulnerabili, in particolare donne e giovani, e ha dichiarato che la legge rappresenta un impegno per una regione più equa e solidale.

Anche Michele Mazzarano, presidente della Commissione Ambiente e Trasporti, ha sottolineato l’importanza della legge come strumento per riconoscere la dignità del lavoro, contrastare il lavoro povero e allineare la Puglia ai principi di equità economica presenti in altri paesi dell’Unione Europea. Secondo Mazzarano, il provvedimento rappresenta un esempio per il resto del Paese e per l’attuazione di una normativa sul salario minimo a livello nazionale, attualmente assente in Italia.

Infine, i consiglieri del Movimento 5 Stelle (Marco Galante, Rosa Barone, Cristian Casili e Grazia Di Bari) hanno dichiarato il loro sostegno, affermando che la legge si inserisce nella loro lotta per i diritti dei lavoratori e nel rispetto dell’articolo 36 della Costituzione Italiana, che garantisce una retribuzione proporzionata e dignitosa. Hanno anche ricordato che la Puglia aveva già adottato una mozione per promuovere il salario minimo nelle conferenze Stato-Regioni e aveva introdotto premialità per le aziende che rispettano la misura contro il “dumping contrattuale”. Secondo i consiglieri, la norma approvata è un ulteriore passo verso l’adozione di una legge nazionale sul salario minimo.

In sintesi, la legge approvata in Puglia rappresenta una risposta concreta alla precarietà economica dei lavoratori più vulnerabili e un esempio di sperimentazione di politiche a favore del salario minimo, che diversi esponenti politici regionali auspicano possa servire come base per una legge nazionale.

  • bonuspertutti

Ultime Notizie

NOTIZIE CORRELATE