Il 28 Novembre 1977, veniva assassinato a Bari, in Piazza Libertà il diciottenne Benedetto Petrone per opera di appartenenti all’allora Msi; un delitto che suscitò grande commozione a Bari, la città in cui era nato e cresciuto, nella città vecchia (quartiere San Nicola)
di EMANUELE CARLO OSTUNI – Gli anni ’70 furono caratterizzati dall’avvicinamento del Partito Comunista Italiano e la Dc in quello che fu chiamato compromesso storico un termine che l’allora segretario del Pci Enrico Berlinguer forte dell’accordo con Aldo Moro aveva coniato sull’onda del colpo di stato in CILE.
Furono anche gli anni della strategia della tensione in un contesto di terrorismo che insaguinò il NOSTRO paese, Puglia compresa.
Il 28 Novembre 1977, veniva assassinato a Bari, in Piazza Libertà il diciottenne Benedetto Petrone per opera di appartenenti all’allora Msi; un delitto che suscitò grande commozione a Bari, la città in cui era nato e cresciuto, nella città vecchia (quartiere San Nicola).
A pochi mesi dalla nascita, la vittima (iscritto alla Fgci) manifestò i sintomi della poliomielite, con le cure successive che gli permetterono di camminare, seppure zoppicando e purtroppo sarà proprio questa difficoltà a deambulare che consentirà gli assalitori missini di raggiungerlo e colpirlo con due coltellate all’addome e sotto la clavicola.
Dopo il ritrovamento sotto una catasta di aste del coltello che uccise Petrone e un lungo processo, fu riconosciuto COLPEVOLE Pino Piccolo, un esponente della estrema destra che una perizia psichiatrica ritenne CAPACE di intendere e volere, quindi condannato a 22 anni e mezzo di carcere.
La vicenda ispirò il film documentario Benny Vive di Francesco Lopez (2010) con il Patrocinio fra gli altri dell’Apulia Film Commission.








