Blitz della Polizia contro il Gruppo Neonazista “Werwolf Division”: 12 arresti per terrorismo e propaganda, tra cui un tenore di Ostuni

Operazione nazionale coordinata dalla Procura di Bologna smantella una cellula suprematista accusata di pianificare attentati e attività sovversive

Un’operazione contro la minaccia neonazista

La Polizia di Stato ha condotto una vasta operazione nazionale, culminata con l’arresto di dodici persone appartenenti al gruppo neonazista e suprematista “Werwolf Division”, successivamente rinominato “Divisione Nuova Alba”. Gli arresti, eseguiti su ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna, sono il risultato di un’indagine approfondita condotta dalla Digos di Bologna, in collaborazione con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

Il gruppo, descritto dagli investigatori come una cellula organizzata in grado di realizzare atti eversivi, era impegnato in attività di propaganda, proselitismo e addestramento paramilitare. Tra le accuse principali figurano l’associazione con finalità di terrorismo, l’istigazione all’odio razziale e la detenzione di armi.

I protagonisti e la struttura del gruppo

Il sodalizio si ispirava alla “Werwolf Division” nazista, un’unità creata durante la Seconda Guerra Mondiale per sabotare gli Alleati. La struttura interna del gruppo era gerarchica, con ruoli ben definiti:

  • Daniele Trevisani, autoproclamatosi “comandante”.
  • Andrea Ziosi, soprannominato “editore”, responsabile della propaganda.
  • Salvatore Nicotra, detto “istruttore”, incaricato dell’addestramento paramilitare.

Tra i dodici arrestati figura anche un noto tenore 76enne, Joe Fallisi, residente a Ostuni, accusato di gestire un gruppo Telegram utilizzato per la diffusione di contenuti propagandistici.

Obiettivi e progetti criminali

Le indagini hanno rivelato che il gruppo stava progettando attentati contro personalità di spicco, tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’economista Klaus Schwab. Conversazioni intercettate hanno evidenziato piani dettagliati, tra cui sopralluoghi nelle vicinanze di Palazzo Chigi e Montecitorio, e discussioni sulla necessità di reperire cecchini per compiere atti violenti.

Secondo il Gip Nadia Buttelli, il gruppo non si limitava alla teoria ma aveva avviato la formazione di “guerriglieri”, addestrati per attuare i piani sovversivi. La propaganda includeva la negazione della Shoah e la promozione di uno Stato etico e autoritario basato sulla supremazia razziale.

Tecniche di proselitismo e reclutamento

Il gruppo operava principalmente attraverso canali Telegram denominati “Werwolf Division Discussioni” e “Movimento Nuova Alba”. Questi canali venivano utilizzati per reclutare nuovi membri, diffondere contenuti propagandistici e organizzare incontri fisici.

Tra i metodi utilizzati per il reclutamento spicca la radicalizzazione di giovani, inclusi minorenni, coinvolti in attività illecite fino a quando alcuni di loro non hanno deciso di abbandonare il gruppo, spaventati dai discorsi sulle armi e sugli attentati.

Un allarme per la sicurezza nazionale

L’operazione si è estesa su tutto il territorio nazionale con altre tredici perquisizioni. Le accuse includono:

  • Associazione con finalità di terrorismo.
  • Propaganda e istigazione all’odio razziale.
  • Pianificazione di azioni violente e sovversive.

La Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo ha sottolineato come il fenomeno dell’estremismo di destra rappresenti una minaccia crescente, con gruppi che utilizzano le tecnologie digitali per organizzare e amplificare la portata delle loro attività.

Un passo avanti nella lotta al suprematismo

L’arresto dei membri della “Werwolf Division” segna un importante passo avanti nella lotta al terrorismo neonazista e al suprematismo. Tuttavia, le autorità ribadiscono la necessità di mantenere alta la guardia per contrastare il fenomeno in tutte le sue forme, proteggendo la democrazia e i cittadini italiani.

Le indagini continuano per ricostruire l’intera rete di connessioni e attività del gruppo, mentre i responsabili saranno chiamati a rispondere delle gravi accuse mosse nei loro confronti.

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