Ostuni, mensa scolastica affidata ai Ladisa per 25 anni, centrodestra e Avanti PSI attaccano l’amministrazione

Dura presa di posizione delle opposizioni dopo l’aggiudicazione del servizio di refezione scolastica per un quarto di secolo. Al centro delle critiche la durata della concessione, la gara con un solo partecipante e la recente sentenza europea sul project financing

Esplode la polemica politica a Ostuni dopo l’aggiudicazione definitiva del servizio di mensa scolastica per i prossimi 25 anni alla società Ladisa attraverso una procedura di partenariato pubblico-privato. La decisione dell’amministrazione guidata dal sindaco Angelo Pomes ha provocato la dura reazione delle forze di opposizione del centrodestra, che parlano di scelta «gravissima».

Secondo i gruppi di minoranza, l’amministrazione avrebbe portato avanti la procedura ignorando la forte mobilitazione cittadina sviluppatasi nelle scorse settimane. Sulla vicenda, infatti, erano state raccolte centinaia di firme tra i cittadini, accompagnate da proteste pubbliche e dalla richiesta di un consiglio comunale monotematico dedicato proprio al futuro della refezione scolastica.

Nonostante il clima di contestazione, l’amministrazione ha deciso di procedere con l’aggiudicazione della gara.

Le critiche del centrodestra

A intervenire sono stati i gruppi consiliari di opposizione: Obiettivo Comune con Guglielmo Cavallo, Fratelli d’Italia con Francesco Semerano e Giuseppe Bagnulo, Per Ostuni con Antonella Palmisano, Gianni Spennati e Giuseppe Francioso, Forza Italia con Giovanni Zaccaria e Natale Pecere, e Prima Ostuni con Giovanni Fedele.

Le opposizioni contestano soprattutto la durata dell’affidamento, pari a un quarto di secolo, ritenuta una scelta che vincolerebbe il futuro del servizio.

«Si vincola il servizio mensa e quindi il futuro dei bambini ostunesi per i prossimi venticinque anni senza un vero confronto con la cittadinanza».

Secondo i gruppi di minoranza, inoltre, la gara presenta elementi che meritano ulteriori approfondimenti.

La gara con un solo partecipante

Uno degli aspetti più contestati riguarda il fatto che alla procedura abbia partecipato una sola azienda, la stessa che aveva promosso il partenariato pubblico-privato.

Un elemento che, secondo le opposizioni, solleverebbe interrogativi sulla reale concorrenza nella gara.

Le critiche si estendono anche alla maggioranza consiliare, accusata di aver mantenuto un atteggiamento di silenzio su una decisione considerata così rilevante per la città.

L’intervento di Avanti PSI

Sulla vicenda è intervenuto anche il movimento politico Avanti PSI, che ha espresso una posizione altrettanto critica sull’impostazione della procedura.

«Le oggettive criticità che ci hanno da sempre indotto a ritenere non conveniente il partenariato pubblico-privato si accompagnano alla scellerata scelta di ipotecare il servizio della refezione scolastica per la quantomeno inusuale durata di 25 anni».

Secondo il movimento politico, l’amministrazione avrebbe dovuto fermare la procedura anche alla luce della sentenza C-810/2024 del 5 febbraio della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha dichiarato illegittimo l’istituto della prelazione nelle procedure di project financing.

Il nodo della sentenza europea

La pronuncia della Corte europea rappresenta uno dei punti centrali della contestazione.

«Un’amministrazione seria e rispettosa delle leggi avrebbe dovuto tornare sui propri passi», sostengono.

Nonostante la sentenza, il Comune di Ostuni ha approvato i verbali della gara e formulato la proposta di aggiudicazione, arrivando poi alla formalizzazione dell’affidamento con determinazione n. 486 del 4 marzo 2026.

Secondo Avanti PSI, proprio il diritto di prelazione previsto nel bando avrebbe scoraggiato la partecipazione di altre imprese.

«La partecipazione di una sola impresa è figlia anche e soprattutto della vigenza di quel diritto di prelazione che mortifica in radice qualsiasi confronto concorrenziale».

La richiesta di annullamento

Le opposizioni chiedono ora all’amministrazione di ritirare il bando in autotutela, prima che la procedura diventi definitiva.

«Se la decisione non verrà rivista, chi ha sostenuto questo affidamento si assumerà una responsabilità politica enorme davanti alle famiglie di Ostuni e alla città».

La vicenda della refezione scolastica a Ostuni resta quindi al centro del dibattito politico cittadino e appare destinata a proseguire anche nelle prossime settimane.

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