I Carabinieri del Nas di Taranto hanno notificato ad un medico l’avviso di conclusione delle indagini per truffa aggravata, falso e assenteismo
I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Taranto hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di un dirigente medico in servizio presso un Presidio Territoriale di Assistenza della provincia di Brindisi. Le pesanti ipotesi di reato spaziano dal falso ideologico in atto pubblico alla truffa aggravata ai danni dello Stato, fino alla falsa attestazione della presenza in servizio.
L’accusa è di aver effettuato visite specialistiche a pagamento nei medesimi orari in cui risultava formalmente in servizio per la sanità pubblica, intascando il denaro in contanti direttamente dai pazienti. Dunque, nessuna ricevuta e nessun versamento dovuto all’azienda.
Nel monitorare la regolarità delle prestazioni in regime di Attività Libero Professionale Intramuraria (Alpi), i militari dell’Arma hanno scoperto un sistema di condotte illecite reiterate nel tempo. Il medico imponeva tariffe fino a 100 euro a visita per le consulenze private effettuate in concomitanza con l’orario istituzionale, evadendo le casse dell’ASL.
La posizione del dirigente si è ulteriormente aggravata a seguito dei primi controlli dei Nas. Nel tentativo di sanare la propria situazione amministrativa una volta subodorata l’ispezione, l’indagato avrebbe redatto referti medici ideologicamente falsi, inserendo date fittizie per giustificare in modo retroattivo le prestazioni private eseguite in giorni e orari assolutamente vietati o non autorizzati.
Inoltre, per gestire il flusso dei propri clienti privati all’interno della struttura pubblica, il medico si sarebbe avvalso in modo totalmente irregolare del supporto logistico e clinico del personale sanitario dell’ASL, costringendo infermieri e operatori socio-sanitari del reparto a prestare assistenza senza l’autorizzazione della Direzione Generale.
Il trucco delle timbrature a distanza
Un altro capitolo centrale dell’indagine riguarda il fenomeno dell’assenteismo. Per far risultare sulla carta il rispetto rigoroso del proprio orario di lavoro contrattuale, pari a 38 ore settimanali, il professionista ometteva sistematicamente di timbrare il cartellino in uscita dalla propria sede di lavoro.
Il badge veniva inserito a distanza di ore presso i terminali di un differente presidio ospedaliero della provincia, all’interno del quale il medico non aveva alcuna autorizzazione a prestare servizio. Oppure, la presenza veniva giustificata attraverso la presentazione di dichiarazioni sostitutive non veritiere.
Il danno patrimoniale complessivo calcolato dai Carabinieri del Nas ai danni dell’ASL ammonta a circa 68.000 euro. A questa cifra si somma un rilevante debito orario accumulato dal sanitario nei confronti dell’ente pubblico per le ore pagate e mai lavorate.
L’ASL di Brindisi, individuata quale parte offesa nel procedimento penale, ha immediatamente recepito gli esiti dell’informativa dell’Arma avviando i dovuti procedimenti disciplinari interni nei confronti dei dipendenti coinvolti.
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