Audizioni fiume nella III Commissione presieduta da Mauro Vizzino: sul tavolo la possibile internalizzazione del servizio di pulizia e sanificazione dell’Asl di Brindisi, l’attivazione dell’Ospedale di Comunità di San Pancrazio Salentino, lo scorporo dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari e la revisione della normativa del 1928 sui massaggiatori e capi bagnino. Tensioni politiche e accuse di ritardi
Nella seduta della III Commissione consiliare, presieduta da Mauro Vizzino, si sono susseguite diverse audizioni su temi strategici per la sanità pugliese.
Sul fronte Asl Brindisi, il consigliere regionale Luigi Caroli (FdI) ha ribadito l’obiettivo di internalizzare i 450 addetti alla pulizia e sanificazione, ma ha chiesto che, nell’attesa, venga garantito a questi lavoratori lo stesso trattamento economico dei colleghi delle altre Asl pugliesi già internalizzati in Sanitaservice, con contratti AIOP Sanità privata più dignitosi rispetto all’attuale Multiservizi. «Non è accettabile – ha affermato – che all’interno dello stesso comparto, da una provincia all’altra, ci siano trattamenti economici e contrattuali così diversi».
L’Asl Brindisi ha richiamato i vincoli normativi e le criticità organizzative di Sanitaservice BR, che nel 2021 ha aderito a una convenzione Consip in scadenza il 31 ottobre 2025. Si valuta una “gara ponte” o un project financing.
Si è poi discusso dell’Ospedale di Comunità di San Pancrazio Salentino, completato da due anni e mezzo ma mai attivato. Caroli ha denunciato uno spreco di risorse in una provincia «cenerentola» della sanità pugliese e, in riferimento alla Casa di Comunità prevista con fondi PNRR, ha espresso forte preoccupazione: «Non esiste alcuna proroga alla scadenza del PNRR e il rischio concreto è non solo di non completare l’opera, ma addirittura di dover restituire il finanziamento europeo. I cantieri devono chiudere entro il 31 marzo 2026 e i lavori essere collaudati entro il 30 giugno. Se, come stimato, servirà almeno un anno per concludere l’intervento, saremmo fuori dai tempi e a rischio di perdere tutto». Ha chiesto perciò di riconvocare l’audizione alla ripresa dei lavori.
Sullo scorporo dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari, previsto dalla legge regionale di fine 2024, Romito e Galante hanno denunciato ritardi e inadempienze. L’assessore Fabiano Amati ha ribadito che la norma impone un passaggio preliminare nella Asl di Bari, definendo «sabotaggio» ogni ipotesi di autonomia diretta. Duro anche l’attacco del consigliere Pierluigi Lopalco (Pd), che ha parlato di «scelta politica populista e cialtrona», accusando chi ha sostenuto lo scorporo di non avere un piano reale per creare un polo di eccellenza: «Le eccellenze nascono da organizzazione, tecnologia e professionalità, non da una legge. Oggi abbiamo scoperto che gran parte dei medici non vuole trasferirsi nella Asl: con quali uomini si farà questa eccellenza?». Lopalco ha definito «disgustoso» usare la salute dei bambini per fini propagandistici, sottolineando anche l’inadeguatezza strutturale dell’attuale Giovanni XXIII per un centro di livello internazionale.
Infine, la presidente del Consiglio Loredana Capone ha sollevato la necessità di aggiornare la disciplina per la formazione dei massaggiatori e capi bagnino (MCB), ancora regolata dal Regio Decreto del 1928, sospendendo i corsi in attesa degli esiti giudiziari e proponendo un tavolo tecnico per evitare sovrapposizioni con le professioni protette.








