L’assemblea pubblica monotematica, convocata dal Forum della Società Civile di Ostuni, ha rappresentato un momento cruciale per discutere il futuro urbanistico e ambientale del territorio costiero di Ostuni. L’incontro, ha affrontato con chiarezza l’importanza di un approccio sostenibile allo sviluppo del territorio e il ruolo centrale della comunità nella pianificazione urbana
Ostuni, si è tenuta quest’oggi, mercoledì 6 novembre 2024 presso l’auditorium della Biblioteca Comunale F. Trinchera Senior, l’assemblea pubblica monotematica convocata dal Forum della Società Civile. Durante l’incontro si è discusso dell’ordine del giorno incentrato sul futuro urbanistico e ambientale del territorio costiero della città.
L’assemblea ha informato e sensibilizzato i cittadini riguardo ai caratteri, all’entità e agli impatti dei potenziali e futuri processi di cementificazione lungo la costa di Ostuni, analizzandone le conseguenze. Si è, inoltre, discusso della richiesta rivolta all’Amministrazione Comunale di adottare misure concrete per ridurre a zero i processi di alterazione delle aree agricole, sia costiere che interne, attualmente ancora non cementificate.
Le associazioni coinvolte hanno sottolineato la necessità di orientare l’attenzione verso il recupero e la riqualificazione delle volumetrie esistenti, che sono numerose e spesso in uno stato di conservazione precario, piuttosto che ricorrere a nuove cementificazioni. L’obiettivo è avviare quanto prima la progettazione del nuovo Piano Urbanistico Generale, che dovrebbe riflettere questi principi di tutela e valorizzazione del territorio.
La Presidente del Forum della Società Civile, Teresa Lococciolo ha messo in evidenza l’importanza di «un argomento molto particolare e di attualità, cioè l’assetto del nostro territorio alla luce anche delle notizie di stampa sull’acquisto dei terreni da parte di investitori esteri e sulla prosecuzione della lottizzazione Mogale».
Ha proseguito spiegando come «l’assemblea è stata molto molto partecipata» e che «dopo degli interventi molto specifici sulla partecipazione, il ruolo della partecipazione, il ruolo dei cittadini nella conservazione del creato, è stato esplicitato anche l’iter di approvazione della lottizzazione Mogale».
Ha poi rimarcato che «un interessantissimo contributo è stato quello di vedere quanti posti di lavoro potrebbero portare questi resort di lusso» sottolineando come «La gente presente ha compreso che effettivamente i posti di lavoro che l’insediamento di queste lottizzazioni anche alla luce di quello che è avvenuto nel territorio circostante è proprio minimo e precario soprattutto».
Tra le urgenze, ha poi fatto presente Lococciolo, «un consiglio comunale monotematico aperto alla cittadinanza sull’uso del suolo nel nostro territorio» e, soprattutto, «la voce che più si è sollevata dall’assemblea, l’avvio immediatamente del piano urbanistico generale, dando l’incarico a un progettista».
In conclusione, Lococciolo ha spiegato che l’amministrazione è stata invitata, con «l’assessore Pace che si è scusata perché aveva impegni progressi, ma che avrebbe potuto comunque partecipare, considerato l’argomento», mentre «Il sindaco ha comunicato solo ieri che sono sopravvenuti degli impegni». Ecco perchè, ha affermato Lococciolo, «noi ci auguriamo che a breve ci comunichino una nuova data in cui tenere un’altra assemblea per un confronto serio e trasparente su questi argomenti».
Guglielmo Cavallo, consigliere comunale di centrodestra, in rappresentanza delle forze di opposizione, ha dichiarato che «Il problema dello sviluppo, non solo della costa ostunese, ma di tutto il territorio, sta diventando dibattito pubblico» e ha ringraziato il Forum della Società Civile che ha promosso questa assemblea.
Ha continuato «Noi come opposizione stiamo affrontando questi temi da tempo e soprattutto nel Consiglio Comunale di fine maggio di quest’anno, dove si è discusso l’adeguamento del piano regolatore e del piano paesaggistico regionale».
Cavallo, parlando dell’amministrazione comunale, poi ha sostenuto come sia «sorda al dialogo» e ha espresso il timore «che possa non essere serena in alcune scelte, alcune già operate in quel Consiglio Comunale e in altre che dovrebbero essere ridiscusse prossimamente. Parlo segnatamente dei due grandi insediamenti turistici, quello del Mogale e quello di Lamasanta».
Ha concluso spiegando che come centrodestra «Vogliamo aprire le porte del Consiglio Comunale alla città e per questo proporremo un Consiglio Comunale monotematico aperto su questi temi».
Ilaria Pecoraro, Presidente di Italia Nostra Messapia, ha ribadito l’opposizione alla cementificazione della costa di Ostuni. L’associazione, spiega, promuove la tutela del patrimonio paesaggistico e il miglioramento della sicurezza climatica e, sebbene ostile ai nuovi insediamenti turistici, è aperta al dialogo per bilanciare sviluppo e protezione ambientale, sottolineando che «noi dobbiamo tutelare il bene comune e non interessi privati.»
Riguardo a Diana Marina, ha spiegato Pecoraro che «negli ultimi giorni, è stato rivelato e rilevato un problema di livellamento delle dune costiere piccole presenti in Diana Marina, già in verità molto compromesse nei mesi di aprile 2024» e ha sottolineato come Italia Nostra «è al fianco del libero comitato di Diana Marina in difesa dei beni paesaggistici e culturali, perché per creare una duna ci vogliono tanti anni, mentre per raderle al suolo ci vuole una sola notte».
Alessandro Nacci, Presidente di “Legambiente Ostuni”, ha ribadito la posizione critica dell’associazione nei confronti di nuovi insediamenti turistici sul litorale di Ostuni, espressa in osservazioni inviate al Comune e agli enti competenti.
Nacci ha definito tali progetti come «desueti e rispondenti a una logica di sviluppo, oramai datata e non più al passo dei tempi». Legambiente sostiene, poi, la necessità di valorizzare le risorse naturalistiche e paesaggistiche del territorio, evitando nuovo consumo di suolo. Nacci ha, infine, sostenuto che sia necessario «avviare rapidamente i lavori per l’approvazione del nuovo piano urbanistico generale, dotando l’ufficio di piano delle risorse necessarie, cosa che sino ad oggi non è stata fatta, e nel frattempo congelare ogni ipotesi di nuovo consumo di suolo».
Domenico Pecere, Ambasciatore del Patto Europeo per il Clima, ha ricordato l’importanza del regolamento sul ripristino della natura, adottato dal Consiglio europeo il 17 giugno scorso, sottolineando la sua applicabilità diretta e vincolante negli stati membri, con valore superiore rispetto alle leggi nazionali. Pecere ha spiegato che l’obiettivo del regolamento è fermare il consumo di suolo, in particolare nelle aree con vincoli paesaggistici e biodiversità.
Il regolamento impegna l’Italia e gli altri Stati membri a ripristinare il 30% dei terreni con biodiversità entro il 2030, il 60% entro il 2040 e il 90% entro il 2050. Le misure richieste includono la protezione della fauna, il mantenimento dei terreni agricoli con valore paesaggistico, l’incremento degli spazi verdi urbani con copertura arborea e l’ambizioso obiettivo di piantare 3 miliardi di alberi entro il 2030.
Pecere ha evidenziato la distanza tra le richieste europee e le azioni locali, sostenendo che a livello ambientale e climatico si sta facendo troppo poco e che, in alcuni casi, le scelte amministrative sembrano contrastare con le direttive dell’Europa. Ha quindi espresso la necessità di un maggiore impegno per rispettare il regolamento e promuovere azioni concrete che valorizzino il territorio, tutelando il paesaggio e la biodiversità in linea con le normative europee per il benessere collettivo.








