Arrestato a Roma Olinto Bonalumi, il ‘Lupin’ di Foggia: fine della latitanza per uno dei ricercati più pericolosi

Specialista nei furti ai caveau, il 66enne era latitante dal 2021. Ora dovrà scontare oltre 13 anni di carcere

Nel pomeriggio del 6 gennaio 2025, a Roma, le forze dell’ordine hanno catturato Olinto Bonalumi, 66 anni, noto come il ‘Lupin’ di Foggia. Latitante dal 2021 e inserito nell’elenco dei ricercati più pericolosi dal 2022, Bonalumi è stato arrestato in viale Europa, zona EUR, al termine di un’operazione coordinata dalla Procura distrettuale di Bari. Il blitz è stato condotto dagli uomini della Sisco di Bari e della Squadra Mobile di Foggia, con il supporto dello Sco e della Sisco di Roma.

Chi è Olinto Bonalumi: una vita tra furti milionari e latitanza

Originario di Foggia, Bonalumi è stato condannato a oltre 13 anni di carcere per reati che includono concussione, accesso abusivo a sistemi informatici, intercettazione fraudolenta, furto e rapina. Negli anni è stato protagonista di numerosi colpi spettacolari, tra cui il furto di 15 milioni di euro al caveau dell’ex Banco di Napoli nel 2012 e altri assalti a portavalori e istituti di vigilanza.

Definito dagli inquirenti il cervello di operazioni criminali complesse, Bonalumi è anche noto per il tentato colpo al caveau della Banca d’Italia di Ancona nel 2011, che avrebbe potuto fruttare 200 milioni di euro. Nel corso degli anni, ha accumulato condanne per delitti contro il patrimonio, la persona e l’ordine pubblico.

Le dichiarazioni del Ministro Piantedosi

L’arresto di Bonalumi rappresenta un successo importante per lo Stato. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha commentato: «I risultati ottenuti dimostrano l’efficacia del lavoro paziente ed incessante delle forze dell’ordine. È un segnale forte e chiaro: lo Stato è presente dovunque ci sia da combattere criminalità ed illegalità».

Un’operazione simbolo della lotta alla criminalità

L’arresto di Bonalumi mette fine a una latitanza durata quattro anni e ribadisce l’impegno delle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità organizzata. Il 66enne dovrà ora scontare le sue condanne, chiudendo uno dei capitoli più complessi della recente storia giudiziaria pugliese.

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