Il consigliere regionale Paolo Pagliaro (FdI) denuncia il caos nella gestione dei rifiuti dopo che ARERA ha bocciato i piani economico-finanziari (PEF) di 63 comuni pugliesi. Pagliaro sollecita il nuovo Presidente Decaro a intervenire per risolvere la situazione
Tramite un comunicato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, ha esposto la sua denuncia riguardo al caos sulla gestione dei rifiuti. In particolare il consigliere sottolinea: «L’Arera, l’Autorità per l’energia e l’ambiente, ha bocciato i pef, i piani economico-finanziari con cui ben 63 comuni hanno determinato la Tari a carico dei rispettivi cittadini».
Dal canto suo Arera accusa l’Ager, l’Agenzia regionale per i rifiuti. Questa avrebbe definito in maniera illegittima le tariffe per i servizi di raccolta dei rifiuti urbani nel biennio 2024-2025. Tale situazione non farebbe altro che evidenziare gli errori, già annunciati, nella determinazione dei costi Tari.
Da qui, si aprirà sicuramente il caos amministrativo-giudiziario. Questo se i Comuni contestati da Arera ricorreranno al Tar per evitare di dover rideterminare la tassa sui rifiuti degli ultimi due anni. La situazione era già stata portata alla luce, da Fratelli d’Italia, nel gennaio 2024, quando era stato chiesto alla Regione di farsi carico dei costi con una mozione. Tale intervento però non è mai stato discusso.
Ad agosto 2024 ci fu la conferma dell’aumento dei costi per il conferimento dei rifiuti indifferenziati nelle discariche, i cosiddetti impianti “minimi”. In quell’occasione Fratelli d’Italia denunciò gli aumenti. Una situazione avutasi per la mancata chiusura del ciclo dei rifiuti in Puglia, per l’incapacità del centrosinistra, sottolinea Pagliaro.
Tutto questo avviene secondo il consigliere perché «non si sono programmati e realizzati impianti pubblici alternativi alle discariche, come i termovalorizzatori di nuova generazione. E la raccolta differenziata resta a livelli bassi, seppur con qualche eccezione».
Secondo Pagliaro, la situazione potrà essere risolta solo dal Presidente Antonio Decaro, che viene così chiamato in causa per mettere fine al caos in cui si trovano molti Comuni.








