Sfruttamento braccianti stranieri, arresti anche Manfredonia e Zapponeta

L’operazione è figlia dell’indagine denominata ‘Caronte’, che deriva, da quanto dicono i Carabinieri, dalla cifra che i braccianti, quasi tutti abitanti nella baraccopoli di Borgo Mezzanone, dovevano obbligatoriamente pagare per essere trasportati

I Carabinieri hanno effettuato 7 arresti nelle città di Manfredonia e Zapponeta, nel Foggiano, a Matera e nella provincia Monza Brianza, con l’accusa di intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro e impiego di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno,

L’operazione è figlia dell’indagine denominata ‘Caronte’, che deriva, da quanto dicono i Carabinieri, dalla cifra che i braccianti, quasi tutti abitanti nella baraccopoli di Borgo Mezzanone, dovevano obbligatoriamente pagare per essere trasportati «nell’inferno dei campi ardenti a bordo di automezzi fatiscenti e illecitamente modificati per consentire l’alloggiamento di un numero superiore di persone».

Foto dei sequestri Foggiano
I sequestri

I militari hanno dato esecuzione ad una misura cautelare emessa dal gip di Foggia: Oltre due arresti in carcere e cinque ai domiciliari, sono stati notificati due divieti di dimora e quattro misure interdittive.

Inoltre, il gip di Foggia ha sequestrato preventivamente le sedi operative, i beni mobili e immobili e ha assoggettato al controllo giudiziario due aziende agricole, con un fatturato annuo di circa i 10 milioni di euro, che sono riconducibili ad alcuni dei soggetti destinatari della misura cautelare.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Foggia, si sono avvalse dell’ausilio di personale dell’Oim-Organizzazione internazionale per la Migrazioniì, e del progetto ‘Supreme1’ che ha messo a disposizione un mediatore culturale.

Le parole del segretario generale della Fai Cisl Onofrio Rota – «Esprimiamo grande soddisfazione per la maxi operazione anti-caporalato, denominata “Caronte” e scattata oggi nel foggiano. Il blitz, che ha previsto misure cautelari per 13 persone, dimostra che il fenomeno non teme a sufficienza la stretta penale e va quindi perseguito con costanza. I ghetti vanno chiusi, lo diciamo con forza da tempo, e ai lavoratori vanno garantiti contratti, alloggi e trasporti dignitosi».

Così il segretario generale della Fai Cisl Onofrio Rota commenta l’azione di queste ore coordinata dai carabinieri della Compagnia di Manfredonia e dai colleghi del Nucleo per la tutela del lavoro di Foggia, nei territori di Manfredonia, Zapponeta, Matera e nella provincia Monza Brianza.

«Le indagini, coordinate dalla Procura di Foggia, si sono avvalse del personale di Su.Pr.Eme., programma nel quale la nostra Federazione è stata spesso coinvolta – prosegue il sindacalista – Il progetto ministeriale si inserisce nell’ambito del Piano Triennale 2019-2022 di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura, e dimostra come una rete che opera in maniera organica e funzionale può dare risultati efficaci».

«Dobbiamo superare definitivamente la politica delle baraccopoli, dove vivono almeno 10 mila braccianti, e per farlo è necessaria una netta presa di posizione e una sinergia tra politica, istituzioni e parti sociali» conclude Rota.

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