Il consigliere comunale Angelo P. Masucci lancia l’allarme sulla sicurezza di San Severo: «Il rischio di perdere il Reparto Prevenzione Crimine è reale, e il Commissariato di primo livello è un diritto per la città. Servono azioni concrete dal Governo, non solo parole»
San Severo è una città che da anni affronta una grave emergenza criminale, con una presenza consolidata della criminalità organizzata e fenomeni di illegalità diffusa. In questo contesto, l’ipotesi di una soppressione del Reparto Prevenzione Crimine e il mancato completamento dell’elevazione del Commissariato di Pubblica Sicurezza a struttura dirigenziale di primo livello stanno generando grande preoccupazione tra i cittadini e le forze politiche locali.
Proprio per scongiurare questa possibilità, il consigliere comunale Angelo P. Masucci, insieme agli altri consiglieri di opposizione, Anna Maria Damone, Ciro Catanese, Leonardo Irmici, Francesco Sderlenga e Felice Carrabba, ha presentato una mozione ufficiale per chiedere la conclusione dell’iter ministeriale e garantire che San Severo non subisca un arretramento in termini di sicurezza.
Abbiamo intervistato Angelo P. Masucci per comprendere le ragioni di questa battaglia e gli sviluppi della vicenda.
- San Severo è spesso sotto i riflettori per la difficile situazione della sicurezza. Cosa vi ha spinto a presentare questa mozione e quali sono gli obiettivi concreti?
«L’obiettivo principale è evitare un indietreggiamento inaccettabile. Abbiamo appreso dal SAP che è in corso una riorganizzazione nazionale dei Reparti Prevenzione Crimine e che la sede di San Severo è seriamente a rischio di soppressione. Questa struttura non è solo fondamentale per la città, ma anche per altre zone ad alto rischio come il Gargano, dove la mafia è una minaccia costante, e addirittura per il Molise, dove recentemente è stato lanciato l’allarme per infiltrazioni mafiose dalla provincia di Foggia.
Il Reparto Prevenzione Crimine garantisce un servizio di sicurezza essenziale e la sua chiusura rappresenterebbe un pericoloso passo indietro. Con questa mozione vogliamo sollecitare tutto il Consiglio Comunale, coinvolgendo sia maggioranza che opposizione, affinché si attivino con i loro referenti nazionali per scongiurare questa ipotesi. Non possiamo accettare che San Severo venga privata di uno strumento così importante nella lotta alla criminalità».
- L’iter per l’elevazione del Commissariato a struttura dirigenziale di primo livello è fermo da tempo. Quali sono, secondo lei, le cause di questo ritardo e quali azioni intendete intraprendere per sollecitare una risposta dal Ministero degli Interni?
«Il commissariato di primo livello è una battaglia storica per San Severo, ma fino ad oggi non ha mai trovato compimento. Alcuni sostengono che il Reparto Prevenzione Crimine non sia necessario per la città perché non svolge indagini, ma questa è una visione miope: entrambi i presidi sono fondamentali e svolgono funzioni diverse. Il reparto ha una competenza territoriale più ampia, mentre il commissariato garantisce un presidio fisso e una maggiore capacità operativa.
L’iter per l’elevazione del Commissariato è stato avviato durante il governo Conte, su richiesta dell’onorevole Carla Giuliano, e si era concluso favorevolmente sia per San Severo che per Cerignola. Tuttavia, con la caduta del governo, il nuovo esecutivo non ha più portato avanti il processo, nonostante l’istruttoria fosse già stata completata con esito positivo.
Con questa mozione, chiediamo ufficialmente al Ministro degli Interni di concludere il procedimento e di emanare il decreto di elevazione del Commissariato a struttura dirigenziale di primo livello. Serve un atto concreto, non possiamo più permettere che la sicurezza della nostra città venga messa in secondo piano».
- La possibile chiusura del Reparto Prevenzione Crimine desta grande preoccupazione. Quali sarebbero le conseguenze per San Severo e perché è fondamentale che questa struttura resti operativa?
«La chiusura del reparto avrebbe ripercussioni gravissime. Innanzitutto, significherebbe perdere decine di agenti operativi sul territorio, indebolendo la capacità di contrasto alla criminalità. Il reparto non opera solo a San Severo, ma anche nelle zone limitrofe più esposte alla criminalità organizzata. Se venisse soppresso, tutto il territorio ne risentirebbe enormemente.
Inoltre, non bisogna sottovalutare l’impatto economico della chiusura. Avere una struttura di sicurezza sul territorio significa mantenere posti di lavoro e un indotto economico legato agli operatori che vi lavorano. La presenza di un Reparto Prevenzione Crimine non è solo un deterrente contro la criminalità, ma anche un fattore di stabilità per l’economia locale.
Insomma, la perdita sarebbe duplice: sia in termini di sicurezza che di ricadute economiche sul territorio. Ecco perché dobbiamo fare tutto il possibile per scongiurare questa decisione».
- Qual è l’appello che rivolge al Governo e ai rappresentanti istituzionali affinché prendano provvedimenti concreti sulla sicurezza della città?
«Non bastano più slogan e dichiarazioni di intenti. Se il Governo ha davvero a cuore la sicurezza del nostro territorio, deve dimostrarlo con atti concreti.
L’appello che rivolgo al Ministro degli Interni e ai parlamentari della nostra provincia è di prendere in mano questa situazione e risolverla una volta per tutte. Non possiamo permettere che San Severo venga lasciata senza presidi adeguati. Serve la conclusione dell’iter per il commissariato di primo livello e il mantenimento del Reparto Prevenzione Crimine.
Non possiamo accettare che lo Stato arretri di fronte alla criminalità. San Severo merita attenzione e impegno costante. La sicurezza non è un privilegio, è un diritto per tutti i cittadini perbene che vogliono vivere in una città più sicura».
La battaglia per la sicurezza di San Severo è entrata in una fase cruciale. Da una parte, la necessità di concludere un iter ministeriale che garantirebbe più risorse e personale per il Commissariato, dall’altra il rischio concreto di perdere un reparto chiave nella prevenzione del crimine.
La mozione presentata da Angelo P. Masucci e dagli altri consiglieri di opposizione vuole riaccendere i riflettori sulla questione e spingere le istituzioni ad agire. La sicurezza del territorio non può più attendere.








