La vicenda risale al 2016 e riguarda la diffusione sui social del video di un incontro privato tra due amanti in un mobilificio di Altamura. In Appello uno degli imputati è stato assolto e per l’altro è stato dichiarato il non luogo a procedere
La Corte d’Appello di Bari ha ribaltato la sentenza di primo grado nei confronti di due uomini accusati di aver filmato e diffuso sui social il video di un incontro intimo tra due amanti ad Altamura, in provincia di Bari. I fatti risalgono al novembre 2016 e riguardano un episodio avvenuto all’interno del mobilificio dell’uomo, dove la coppia si era incontrata privatamente.
Il processo e la condanna in primo grado
Nel 2024 il Tribunale aveva condannato entrambi gli imputati a un anno di reclusione con pena sospesa per accesso abusivo a sistema informatico, dopo che il reato inizialmente contestato di interferenze illecite nella vita privata era stato riqualificato durante il processo.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’ex compagno della donna avrebbe scoperto l’appuntamento tra i due amanti e informato la moglie dell’uomo e il fratello di lei. I due si sarebbero quindi introdotti nello showroom del mobilificio e avrebbero ripreso l’incontro intimo con un telefono cellulare.
Il filmato sarebbe stato successivamente diffuso sui social network, in particolare su Facebook e WhatsApp, rendendo pubbliche immagini e audio dell’incontro senza il consenso delle persone coinvolte.
La decisione della Corte d’Appello
La Corte d’Appello di Bari ha ora completamente ribaltato l’esito del processo. Per uno degli imputati, l’ex compagno della donna ripresa nel video, i giudici hanno dichiarato il non luogo a procedere per remissione di querela.
L’altro imputato, cognato del titolare del mobilificio, è stato invece assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste”. I due erano difesi dagli avvocati Nicola Selvaggi e Angelo Dibenedetto.
Nel procedimento erano coinvolte anche altre due persone: la moglie del titolare del mobilificio, la cui posizione è stata successivamente stralciata, e il gestore del canale YouTube sul quale il video era stato diffuso, già assolto in primo grado. Le motivazioni della sentenza della Corte d’Appello di Bari saranno depositate entro 90 giorni.
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