Bari, movida molesta all’Umbertino: i residenti denunciano il ritorno al caos

Un caos che ha privato i residenti del loro sonno, tanto che alle 2:30, esasperati, hanno documentato la scena con fotografie e video che sono presto diventati virali sui social

La movida ha ripreso il sopravvento nel quartiere Umbertino di Bari, con un ritorno a una situazione che molti temevano, ormai inevitabile con l’arrivo della stagione più calda e l’aumento del traffico in centro. La notte scorsa ha visto il quartiere invaso da centinaia di persone, in particolare in via Abbrescia, che è stata completamente sommersa da schiamazzi, musica proveniente dalle auto parcheggiate, traffico congestionato e persino «party» improvvisati sui tettucci dei veicoli. Un caos che ha privato i residenti del loro sonno, tanto che alle 2:30, esasperati, hanno documentato la scena con fotografie e video che sono presto diventati virali sui social.

Tuttavia, il problema non si limita solo al rumore fuori controllo: c’è un aspetto ben più complesso che riguarda la vivibilità e la sicurezza del quartiere.

Il contesto del rione è noto: un’area di dimensioni contenute, ad alta densità abitativa, e con una concentrazione sproporzionata di attività commerciali legate al settore «food & beverage». Sono più di 80 i locali che si trovano in poche strade, creando una situazione di sovraffollamento che peggiora di notte. Per cercare di mettere ordine, il sindaco Vito Leccese aveva emesso delle ordinanze tra il 17 ottobre 2024 e il 15 gennaio scorso, limitando gli orari di chiusura dei locali e regolando le modalità di somministrazione all’esterno e l’asporto. Tuttavia, queste restrizioni hanno suscitato forti proteste da parte degli esercenti, che hanno visto un calo significativo dei ricavi, e anche tra i giovani, che hanno chiesto una città più vivibile di sera, senza però limitazioni rigide.

Dopo vari confronti con l’amministrazione comunale, è stato proposto un «codice di autoregolamentazione» che include iniziative come l’introduzione di steward e «controllori del rumore», nonché l’affissione delle regole nei locali per promuovere una convivenza civile. Tuttavia, non tutti gli esercenti hanno aderito al codice, e alcuni hanno evidenziato che l’impegno di personale non specializzato non può sostituire l’intervento delle forze dell’ordine.

Il ritorno di immagini come quelle di bicchieri sulle auto alle 2:30 del mattino fa sospettare che la somministrazione di alcolici stia continuando oltre l’orario consentito, violando così la normativa che vieta la vendita di alcol dopo le 24. Nonostante gli impegni presi dall’amministrazione comunale, i residenti lamentano la mancanza di un aumento concreto dei controlli da parte della polizia locale, durante la serata di sabato, senza che la situazione cambiasse.

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